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ATTRAZIONI E MONUMENTI DA VISITARE


Abyaneh

 

Il villaggio sorge ad un’altura di 2500 metri sopra il livello del mare ed è costruito sulla pendice ripida del versante nord-occidentale del monte Karkas, della catena degli Zagros. Il fiume “borzurd” che sgorga appunto dal monte Karkas è la principale fonte di approvvigionamento di acqua per gli abitanti del villaggio che si occupano di agricoltura con grande zelo.

Gli abitanti di Abiyaneh sono stati per secoli scollegati nonche` in  minimo contatto con le altre zone del Paese; per questo la loro cultura e le loro tradizioni risalgono a tempi più antichi a confronto dei centri circostanti.

Secondo molti ricercatori il dialetto che si parla ad Abiyaneh derivi dall’Avesta, il testo sacro che venne portato da Zoroastro in Iran; in questo dialetto sono state identificate parole di altre antichissime lingue come il Pahlavi’, l’Arsacide e l’Achemenide. In generale la gente in questo villaggio parla ancora il persiano antico Pahlavi’. I loro vestiti tradizionali sono più o meno simili a quelli dei nomadi Bakhtiari’ e si pensa che risalgono al periodo Sasanide. Il vestito degli uomini è composto da una camicia normale e dei pantaloni neri lunghi e larghi. Il vestito delle donne e’ fatto da un foulard a fiori colorati con sfondo bianco, camicia anch’essa decorata con fiori e lunghe gonne. Le donne di Abiyaneh oltre ad aiutare gli uomini in attività come l’agricoltura e l’allevamento del bestiame sono attive nella produzione di articoli di artigianato molto pregiati come i tappeti, le scarpe ed i gioielli di argento; le donne realizzano con i semi di Esfand, semi vegetali che vengono bruciati per allontanare il malocchio, dei bei suppellettili che vengono usati per decorare le case ed hanno, si pensa, la stessa funzione di allontanare il malocchio.

Tra le tradizioni particolari del villaggio si possono citare le particolare tradizioni del mese di Moharram, un mese di lutto per i musulmani soprattutto di confessione sciita, dato che in questo mese venne portato al martirio in maniera disumana il nipote del profeta dell’Islam e terzo Imam degli sciiti, Hussain (la pace sìa con lui). Molte persone da tutto l’Iran si recano ad Abiyaneh in occasione del mese di Muharram.

L’architettura tradizionale ed antica di Abiyaneh ha reso il villaggio uno dei più bei villaggi del mondo. In esso vi sono edifici antichissimi come il Tempio del Fuoco dell’era Sasanide, il Tempio della Dea Anahita, i castelli, le moschee, i luoghi di pellegrinaggio, le case del periodo Safavide, l’alloggio antico dei Sufi e la riserva di acqua. Le case che oggi sorgono nel villaggio sono di era Selgiuchide, Safavide e Qajaride.

Le case sono fatte con terra rossiccia color rame, hanno più piani ed alle volte hanno persino 4 piani, un qualcosa di insolito nelle case iraniane antiche. La terra rossiccia per fare le case proveniva da una miniera nelle vicinanze del villaggio e la caratteristica prodigiosa di questa terra rossiccia e’ che si indurisce sempre piu’ con l’acqua della pioggia.

Il villaggio e’ interessante anche perche’ e’ costruito in un pendio molto ripido e percio’ le case sono state costruite in modo che il tetto di una casa coincide al cortile della case che sta nella via superiore. Il villaggio e’ quindi come una grande scala.

ATTRAZIONI

Imamzadeh-ye Yahya

 

Questa struttura e’ collocata nelle vicinanze della moschea di Abyaneh. E’ probabilmente stata costruita nel VI secolo A.H.

La Cupola di questo palazzo ha una forma conica ed e’ ricoperta di piastrelle di maiolica azzurra.

HOTEL

Abyaneh HOTEL

 

Un piccolo hotel in un bellissimo paese di montagna a 2500 metri di altezza. Un piccolo posto caratteristico, senza pretese ma molto accogliente, piacevole e di calore.

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Viuna HOTEL

 

La struttura nel complesso riveste un certo fascino, ubicata a ridosso della montagna e con camere con splendida vista sulla cittadina di Abyaneh, il ristorante dell’albergo serve cibi tradizionali di ottima qualità sotto le stelle, seduti sui tradizionali divani iraniani.

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Ahwaz

 

La città di Ahvaz o Ahwaz, è la capitale della provincia iraniana, Khūzestān.
Sorge sulle rive del fiume Karun, nel centro del Khūzestān a 20 metri sopra il livello del mare. Nel 2006 aveva una popolazione di 969.843 abitanti.

ATTRAZIONI

Hoor-ol-Doraq Wetland

 

La lunghezza di questa Palude è di 100 km. e la sua larghezza è compresa tra 15-75 km. E limitata a ovest dal fiume Tigri e a est dalle pianure dell’Iran. Tutto l’Hoor è ricoperto di canneti. La profondità dell’acqua, mentre ci avviciniamo alle rive è bassa, mentre al centro della palude può arrivare anche a più di 7 metri.
Un luogo fantastico per utilizzare le speciali canoe della zona.

Zoroastrian Graveyard

 

Nella regione montuosa orientale di Ahvaz, ci sono cripte costruite nel cuore della montagna. Ciò fa supporre che doveva essere il luogo di sepoltura degli zorastriani di Ahvaz in epoca pre-islamica.
L’attuale stato e la condizione delle cripte rivela che questi luoghi probabilmente furono utilizzati come templi, e successivamente diventarono un luogo di sepoltura o cimitero.

HOTEL

Oxin Hotel

 

L’ Oxin Hotel,  è in  Pasdaran Blvd. Località Mellat.
Oxin è l’antico nome di Ahvaz,  dato dalla civiltà elamitica.
L’hotel  ha tutte le moderne strutture per la soddisfazione del cliente,  come aria condizionata,  Tv e tv satelliare, bagni,  videoteca centrale e frigoriferi.

Pars Hotel

 

Un buon hotel al centro della città dotato di tutti I confort, tra cui: ristorante, wifii, piscina, coffe shop e servizio in camera.

Ardabil

Ardabil o anche Ardebil, anticamente ”Artavil”, (pers. اردبیل) è il capoluogo della Regione di Ardabil, nell’Iran nord-occidentale. Artavil è un termine zoroastriano, menzionato nell’Avesta, che significa “luogo sacro”. Si trova ad un’altitudine di 1.350 m s.l.m., a est del monte Sabalan (4.811 m), e 70 km a ovest del mar Caspio. Aveva, nel 2006, 412.669 abitanti, per la maggior parte azeri. Ardabil è sede del santuario e della tomba dello sceicco Safī al-Dīn, eponimo della dinastia Safavide.

ATTRAZIONI

Sheikh Safi al-Din's tombMausoleo dello sceicco Safi-od-Din

Che circonda il complesso del mausoleo è oggetto di una campagna di scavi; inoltre c’è un bel giardino cintato (ingresso libero, vi si accede dal cortile) che offre un tranquillo Sebbene di dimensioni relativamente contenute è il monumento Safavide più sontuoso dell’Iran occidentale ed è stato inserito dall’UNESCO nella lista dei siti Patrimonio dell’Umanità. Il patriarca è sepolto insieme a notabili di rango inferiore nell’icona “Torre Allah-Allah”, del 1334. Così chiamata perché’ il motivo appartenente geometrico realizzato in smalto blu è in realtà il nome di Dio “Allah”  ripetuto all’infinito. Per ammirare il meraviglioso sarcofago di legno si entra in uno splendido cortiletto di piastrelle turchesi e poi nella Ghandil Khaneh (sala delle porcellane), del 1612, costellata di nicchie dorate con soffitto a “stalattiti”, costruita in origine per ospitare una preziosa raccolta di porcellane reali. La maggior parte della collezione è stata portata all’Hermitage (a San Pietroburgo) nel 1828, risparmiando così al personale del mausoleo la fatica di doverla spolverare.
Un’area piuttosto vasta della zona rifugio agli amanti della letteratura.

HOTEL

Shorabil Hotel

 

questo tranquillo hotel di fascia media si trova a 4km a sud del centro. Nel roseto che porta verso un bel lago dall’atmosfera rilassante cinguettano gli uccellini. Le camere immerse nella luce soffusa hanno belle docce calde e piacevoli tessuti rossi.

Hamedan

Conosciuta nell’eta’ classica come Ecbatana, Hamadan era in tempo una delle piu’ grandi citta’ del mondo antico. Purtroppo sono rimaste poche vestigia di quel periodo, ma ampie parti del centro cittadino sono interessate da scavi archeologici e varie curiosita’ storiche sono disseminate qua e la’. Collocata su un’alta piana, Hamadan in agosto e’ piacevolmente fresca, ma in novembre e dicembre e’ coperta di neve e attanagliata dal gelo. In estate spesso c’e’ foschia, ma  a volte in primavera limpide giornate permettono di ammirare il MONTE ALVAND (3580 m) imbiancato che si staglia sopra le fatiscenti cupole neocoloniali di Imam Khomeini Sq. Hamadan e’ una localita’ molto frequentata in estate, e la sua maggior attrattiva  per i turisti iraniani e’ la vicinanza alle Grotte di Ali Sadr, che in realta’ sono piuttosto sopravvalutate.

ATTRAZIONI

 

TOMBA DI ESTER E MORDECAI

Questa torre funeraria costruita nel XIV secolo, che sembra uscita da un libro di Tolkien, era in passato una delle mete di pellegrinaggio piu’ importanti dell’Iran per gli ebrei. Oggi i visitatori sono sempre piu’ rari e alcune delle iscrizioni in ebraico sono ormai praticamente illeggibili, nascoste sotto uno spesso strato di parole e frasi vergate da chi evidentemente non le capiva. Secondo la tradizione, qui sarebbero sepolti Ester e Mordecai, suo cugino/guardiano. L’orfana ebrea Ester aveva sposato Serse I che aveva ripudiato la sua prima moglie, Vashti, perche’ era una specie di femminista ante litteram. Si dice che le affilate astuzie femminili  di Ester avessero poi salvato gli ebrei da un massacro tramato da Haman, comandante di Serse, nemico di Mordecai. Con nomi che ricordano stranamente gli de’i babilonesi, Ester e Mordecai potrebbero essere soltanto allergici. C’e’ chi suggerisce che la torre in realta’ commemori la regina ebrea Shushan-Dokht, che convinse il marito, Yazdgerd I ad approvare una nuova colonia ebraica a Hamadan. La torre e’ in gran parte nascosta dietro un’alta barriera metallica grigia-suonate il campanello  e il rabbino Rajad verra’ ad accogliervi, spostando  la lastra di pietra di 400 kg che e’ la porta della torre e invitandovi a indossare un berretto prima di iniziare a visitare la parte piu’ interna della tomba. E’ un avido collezionista di penne straniere, che sono quindi perfette come offerta.

BUALI SINA
Il simbolo di Hamadan e’ l’Aramgah-e BuAli Sina , una torre del 1954 che ha l’aspetto di un enorme missile di cemento incompiuto. E’ liberamente ispirata alla millenaria torre di Qabus a Gonbad-e Kavus, che probabilmente BuAli’ ebbe modo di vedere. La tariffa di ingresso vi da’ diritto di visitare l’unica sala del Museo, che ospita oggetti appartenuti ad Avicenna, la tomba, una piccola biblioteca e un’esposizione di erbe medicinali. Gli studenti di medicina nell’Europa del XVII secolo studiavano sulla grande enciclopedia  medica Canon Medicina, un testo scritto incredibilmente  600 anni prima. L’autore, era in realta’  il grande filosofo, fisico e poeta persiana Abu Ali Sina ( in breve BuAli’). BuAli’ all’epoca sviluppo’ la tecnica  della distillazione per mezzo del vapore che consente di estrarre gli olii essenziali. Le sue idee sulla  quantita’  di moto e sull’inerzia erano secoli piu’ avanti  rispetto a Newton. BuAli’ studio’  medicina a Bukhara, grazie alle sue capacita’ supero’ velocemente i suoi maestri. A causa di intrighi politici a Bukhara, lui scappo’ a Jorjane poi arrivo’ a Qabus. BuAli’ fece fortuna ad Hamadan, dove curo’ con successo i malanni dell’emiro e fu fatto visir. Tutavia, quando mori’  il suo protettore, Avicenna fu gettato in prigione per aver avuto contatti con il governatore di Isfahan. Dove lui quattro  mesi dopo prese d’assalto Hamadan liberando BuAli’ che da quel momento gli fu fedele lavorando per lui per il resto della vita. BuAli’ mori’ casualmente durante un viaggio ad Hamadan all’incirca 14 anni dopo.  La torre in se’ , pero’, si ammira meglio da lontano.
ARAMGAH-e BABA TAHER
Pressappoco dello stesso periodo del Mausoleo di Avicenna ma meno fortunato architettonicamente e’ il Mausoleo di Baba Taher, che con i suoi pesanti contrafforti sembra un prototipo scartato per il Thunderbird 3. Non c’e’  molto da vedere all’interno, a meno che non siate appassionati di calligrafia persiana, qui incisa su alcune lastre di pietra leggermene opalescenti
GONBAD-E ALAVIYAN
Questo monumento oggi ha un nome improprio, dato che la cupola verde del XII secolo, immortalata in una citazione di Khaqani, e’ stata rimossa da tempo. La torre di mattoni senza cupola e’ nota per gli  svolazzanti decori floreali a stucco aggiunti nel periodo Ilkhanide, citati da Robert Byron nel  suo libro di viaggi La via per l’oxiana. Nella cripta  c’e’ la tomba di famiglia degli alaviyan, ricoperta di semplici maioliche blu e tempestata di oggetti votivi islamici. Un punto di riferimento utile e’ la cupola dorata dell’incompiuto Imamzadeh-ye Abdollah.
COLLINA DI HEGMATANE
In mezzo al fango che circonda la base di questa modesta collina frastagliata  sorge il sito archeologico dell’antica citta’ di Hamadan, che risale all’epoca dei medi e a quella achemenide. Nel corso degli ultimi cent’anni, soprattutto negli anni ’90 , alcuni piccoli settori di quest’area sono stati oggetto di una serie di scavi da parte  di diversi gruppi di archeologi. La piu’ interessante delle numerose ‘trincee’ coperte, appoggiate sulle assi traballanti dei ponteggi, consente di camminare al di sopra degli scavi, che hanno riportato alla luce i muri di terra di numerose abitazioni. I tetti d’oro e d’argento sono naturalmente  spariti da tempo , ed e’ difficile rendersi conto che questi ruderi sgretolati una volta costituivano una delle citta’ piu’ grandi del mondo. Un museo dall’allestimento piacevole cerca di ovviare alle perplessita’ del visitatore, mostrando alcuni reperti archeologici fra cui anfore, fontane selgiuchidi, basamenti di colonne achemenidi e bare dell’epoca dei parti. Qualche decina d’anni fa il governo, dopo aver obbligato gli abitanti della collina a spostarsi, demoli’  le loro case allo scopo di avviare scavi archeologici, ma un paio di Chiese costruite nel XIX secolo furono risparmiate e se ne possono ammirare i resti all’estremita’ meridionale del sito.
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ESCURZIONE ALLE GROTTE
Le Grotte Ali Sadr sono situate a 75 Km.  a nord di Hamadan e sono qualcosa di estremamente diverso se confrontato a tutto  cio’ che si e’ riusciti a vedere dell’Iran. Ogni ora un Minipulman (Minibus) parte da Hamadan, a nord della citta’ , alla volta del villaggio di Ali Sadr.  Gia’ il paesaggio che si po’ contemplare sulla scia alle grotte  e’ qualcosa di fantastico; un susseguirsi di campi coltivati, carri trainati da buoi, asini carichi di fieno, nomadi con il loro abbigliamento colorato. La strada e’ stretta e tortuosa, e si addentra nella campagna iraniana offrendo uno squarcio autentico di quella che e’ la vita al di fuori delle metropoli e dei maggiori centri abitati. Sembra di tornare indietro con tempo, quando ancora non si conoscevano le macchine aratrici e le tecnologie piu’ elementari. Giunti, infine, all’entrata delle grotte, prima di scendere i gradoni che portano al centro della terra, e’ bene ricordarsi di coprirsi o, almeno, di portarsi appresso un pullover e delle calze perche’ li’, sotto terra, fa decisamente freddo. Se, inizialmente, il calo di temperatura, non puo’ che far piacere, col passare de tempo puo’ diventare alquanto sgradevole se non si e’ muniti di abbigliamento adeguato.
Le grotte furono scoperte, del tutto casualmente, all’inizio degli anni 70 da un pastore che, narra la leggenda, aveva smarrito la sua percora, Si tratta di un intricato groviglio di grotte, e non di una sola, attraversate da un corso d’acqua la cui larghezza varia tra il metro e mezzo e i sessanta metri. In alcuni posti il soffitto raggiunge un’altezza di quindici metri e si possono scorgere stupende stalattiti che vi si aggrappano, nonche’ stalagmiti di misure e colori stupefacenti. Due punti asciutti, chiamati isole, interrompono la gita in barca : da qui si puo’  osservare ancora piu’ da vicino la bellezza di queste grotte. Barchette trainate da un pedalo’ portano i visitatori, per lo piu’ iraniani, tra le gallerie. L agita dura circa un’ora e mezza ed e’ inframmezzata da una camminata a piedi su una delle due isole.
Usciti dalle grotte, lo schoke termico risaliti all’aria aperta e’ notevole. In superficie ci si puo’  fermare in uno dei numerosissimi ristorantini o a una delle bancarelle che vendono bibite. Oggetti di ogni tipo sono in vendita nei negozietti all’aperto, ed e’ piacevole fare una passeggiata in questo luogo di villeggiatura per i turisti iraniani. Chi avesse tempo a sufficienza puo’ anche fermarsi ad Ali Sadr per trascorrere la notte; certamente e’ un posto tranquillo che concilia maggiormente il relax rispetto ai grandi centri urbani della zona.
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HOTEL


Esfahan

Esfahan (Isfahān) è una città nell’Iran centrale con 1.600.000 abitanti, sorge là dove s’incrociano le arterie principali nord-Sud ed est-ovest che attraversano il paese. E’ stata una delle più grandi città del mondo.
Fiorita tra il 1050 e il 1722, conobbe il suo massimo splendore nel 16° secolo sotto la dinastia Safavide, quando divenne la capitale della Persia per la seconda volta nella sua storia. Esfahān conserva gelosamente lo splendore di quegli anni da capitale prescelta, con splendidi palazzi e moschee che difficilmente hanno rivali nel resto dell’Iran.

ATTRAZIONI

Palazzo Ali Quapu

Il Palazzo Ali Qapu è l’antico palazzo degli Scià di Persia che sorge imponente nella grandiosa Piazza Naqsh-e jahàn di Esfahan, in Iran. Segna l’ingresso al quartiere residenziale dei sovrani Safavidi che si sviluppa oltre la piazza.
La parola Qapu deriva infatti dalla lingua turca e significa “Soglia Reale”. Esso venne eretto agli inizi del XVII secolo su ordine dello scià ‘Abbas I il Grande, che lo utilizzò per gli incontri con i visitatori importanti e con gli ambasciatori.
L’edificio, a pianta rettangolare, si sviluppa su sei piani (per circa 48 metri di altezza) ed ha una vasta terrazza nella sua parte frontale, coperta con soffitto intarsiato sostenuto da colonne altissime lignee.
All’interno del palazzo vi sono ricchi affreschi di Reza Abbasi (il pittore di corte di ʿAbbās I) e della sua scuola, con numerosissimi motivi a soggetto naturalistico.
Le porte e le finestre del palazzo erano in origine estremamente decorate, ma esse vennero quasi tutte saccheggiate o distrutte durante i periodi di anarchia sociale che si sono succeduti nei secoli, con l’eccezione di un’unica finestra al terzo piano. L’edificio venne restaurato durante il regno dello Scià Sultan Husain, ma cadde nuovamente in stato di abbandono durante il breve regno degli invasori afghani.
Durante il regno dello scià Nasser al-Din, della dinastia Qajar (XIX secolo), le piastrelle e cornici che sormontavano il portale (risalenti all’epoca Safavide) vennero sostituite da piastrelle con iscrizioni.
Lo Scià ‘Abbas II era entusiasta della perfezione di ʿAli Qapu e volle lasciare un segno con la costruzione della grande sala che si trova al terzo piano. Sorretta da 18 colonne ricoperte da specchi, la sala presenta un mirabile soffitto decorato da grandi affreschi.
Al sesto piano del palazzo si tenevano i ricevimenti reali e i banchetti. Qui si trovano le stanze più grandi di tutto il palazzo, con quella dedicata ai banchetti che abbondava in stucchi rappresentanti vasi e coppe di tutte le forme.
Qui si trovava anche la cosiddetta sala della musica, dove gruppi musicali e solisti erano soliti suonare e cantare. Dalla galleria superiore i Safavidi assistevano alle partite di polo ed alle corse di cavalli che si tenevano nella sottostante piazza Naqsh-e jahān.

La moschea dello Scià

La moschea dello Scià (in persiano: Meidān Naqsh-e jahān, مسجد شاه) è la principale moschea di Esfahan.
Eretta nel 1629 al lato sud di Piazza Naqsh-e jahàn, una delle piazze più grandi del mondo, il cui complesso è stato dichiarato dall’UNESCO patrimonio dell’umanità nel 1979.
Costruita durante il periodo Safavide, l’edificio è un eccellente esempio di architettura islamica dell’Iran e dell’arte islamica in generale. La moschea è riconosciuta come uno dei più grandi capolavori dell’architettura persiana.
Architettura
Il portale dell’edificio è alto 27 metri ed è affiancato da due minareti di 42 metri. Tutte le mura dell’edificio sono decorate con tessere di mosaico di sette colori con un notevole effetto ottico.
La porta di accesso, in legno ricoperto da strati di oro e argento, è decorato con alcuni poemi scritti in caratteri calligrafici nasta’liq. La moschea è dotata di 4 iwān o mihrab, dei quali il più grande è quello che indica la direzione della Mecca. Dietro di esso si apre uno spazio ricoperto dalla più grande cupola della città, alta 52 metri.
Storia
La moschea fu voluta dallo Shah Abbas I, che nel 1611 ne ordinò l’inizio dei lavori. A quel tempo lo Scià aveva già compiuto 52 anni, per permettergli di vedere compiuta la sua opera si introdusse per la prima volta in Iran la tecnica delle piastrelle già dipinte da assemblare poi secondo il modello prestabilito. Tale scelta fu determinante, infatti le tecniche tradizionali disponibili erano complessi mosaici realizzati con milioni di singole piastrelle, o le decorazioni sono dipinte direttamente sulle pareti (proprio il palazzo di Ali Qapu, sul lato ovest della piazza, possiede decorazioni di questo tipo).
Tramite questa innovazione già nel 1629 (18 anni dopo dall’inizio dei lavori) la moschea fu praticamente terminata, benché i lavori si protrassero fino al 1638.
La pianta asimmetrica della moschea è dovuta a un doppio allineamento: il portale è orientato verso la piazza, la moschea invece in direzione della Mecca.

Piazza Naqsh-e jahān

La piazza Naqsh-e jahān (in persiano: Meidān Naqsh-e jahān, میدان نقش‌ جهاﻥ, ossia “L’immagine del mondo”) – chiamata anche Meidān-e Shāh o, più di recente, Meidān-e Emām (Piazza dello Scià e Piazza dell’Imam) – è un luogo di notevole importanza storica e culturale che si trova nella città di Eṣfahān, in Iran. Nel 1979 è stata inserita nell’elenco dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO.
Intorno alla piazza sorgono numerosi edifici risalenti all’epoca Safavide:
Nel lato sud la Moschea dello Scià; nel lato ovest il palazzo Ali Qapu; nel lato est la Moschea Sheikh Lotfallah; nel lato nord la piazza si apre nell’antico Bazaar di Esfahan.

Hasht Behesht

Hasht Behesht (in persiano : هشتبهشت ) , significa “Otto Paradisi” è un palazzo dell’epoca Safavide a Esfahan.
E ‘stato costruito nel 1669 ed è oggi protetto da Patrimonio Culturale dell’Organizzazione iraniana . Dei più di quaranta palazzi che esistevano in Esfahan durante il regno di Safavidi, questo è l’unico rimasto oggi.

Chehel Sotoun

Chehel Sotoun (anche Chihil Sutun o Chehel Sotoon; persiano: چهل ستون, letteralmente: “Quaranta Colonne”) è un padiglione nel mezzo di un parco in fondo ad una lunga piscina, a Esfahan, in Iran.
Costruita da Shah Abbas II, per utilizzarlo per fini ludici e di ricevimento.
Il nome, che significa “Quaranta colonne” in persiano, è stato ispirato dalle venti esili colonne di legno che sostengono il padiglione d’ingresso, che, quando si riflette nelle acque della fontana, si dice che sembrano raddoppiare, appunto, quaranta.
Come nel caso di Ali Qapu, il palazzo contiene molti affreschi e dipinti su ceramica.
Molti dei pannelli di ceramica sono stati dispersi e sono ora in possesso di importanti musei in Occidente. Rappresentano specifiche scene storiche come la battaglia contro il sultano ottomano Selim I,
la ricezione di un re uzbeko nel 1646, quando il palazzo era appena stata completato;
l’accoglienza estesa a Mughal, Humayun rifugiatosi in Iran nel 1544;
la battaglia di Taher-Abad nel 1510 in cui il Safavide Shah Ismail I sconfisse e uccise il re uzbeko.
Un quadro più recente descrive la vittoria di Nader Shah contro l’esercito indiano a Karnal nel 1739. Ci sono anche composizioni in miniatura, meno storiche, ma ricche di estetica, che in stile tradizionale celebrano la gioia della vita e dell’amore.
Il Chehel Sotoun Palace è tra i 9 giardini iraniani che sono collettivamente registrati come uno dei 17 siti del patrimonio mondiale registrato sotto il nome di “Giardino persiano”.

Sio-o-se Pol

Il Sio-o-se Pol (persiano: سی و سه پل), che significa “ponte dei 33 archi”, detto anche “ponte Allahverdi-Khan” è uno degli undici ponti di Esfahan, Iran. È considerato uno dei più famosi esempi dei ponti costruiti dalla dinastia Safavidi.
Commissionato nel 1602 dallo scià ‘Abbas I il Grande al suo cancelliere Allahverdi Khan Undiladze, è composto da due file di 33 archi. C’è una passerella più grande all’inizio del ponte dove scorre il fiume fiume Zayandeh, che supporta una sala da tè.

HOTEL

Ali Quapu

Ali Quapu, albergo a quattro stelle di prima classe,  situato nel centro della città, nella famosa e storica strada di Chahar-Bagh.at  vicino luoghi turistici più importanti.
L’albergo garantisce ai suoi ospiti comfort, salute, e sicurezza stabilita dal sistema di gestione integrato. L’hotel offre numerosi servizi: una hall di lusso, 94 camere, servizio sveglia, servizio in camera, caffè-net, servizio taxi, servizio di lavanderia e pulitura a secco, cassetta di sicurezza, fax.
In albergo troverete, inoltre, un negozio di tappeti, barbiere, piscina coperta, sauna secca e a vapore, sala conferenze per 150 persone e un grande ristorante di lusso che serve piatti nazionali ed esteri, un negozio 24HourCoffee con panini caldi e freddi e un ristorante con cucina italiana a base di paste e pizza.

Abbasi Hotel

Abbasi Hotel, (precedentemente noto come il Shah Abbas Hotel) è un hotel situato nel centro di Esfahan , in Iran.
4 stelle hotel dotato di tutti i confort, hall di lusso, servizio sveglia, servizio in camera, caffè-net, parcheggio, servizio taxi, servizio di lavanderia e pulitura a secco, cassetta di sicurezza, fax e piscina.
Storia
Questo complesso fu costruito dal re sultano Husayn di Safavide circa 300 anni fa.
Fu costruito come un caravanserraglio per fornire alloggio ai passeggeri.
La struttura è stata ristrutturata nel 1950 da André Godard per combattere e prevenire il degrado .
Curiosità
Il Film del 1974 “Dieci piccoli indiani“, è stato girato qui.

Melal Hotel

Melal Hotel, è  situato in Kamal Isamil st. tra Enquelab Sq. e il ponte Fredowsi nel centro di Esfahan , ad un passo dalle attrazioni turistiche.
Il Melal Hotel è costituito da 36 stanze con aria condizionata, frigorifero, tv satellitare, wifi in camera, servizio in camera 24h/24h, bar, ristorante, parcheggio privato.

Kashan

La città carovaniera ai margini del deserto del Dashte Kavir. La città vecchia presenta ancora tutte le caratteristiche delle architetture del deserto, qui con una connotazione di grande splendore. A Kashan infatti sono state restaurate le più belle e sontuose residenze private. Lo stile è prevalentemente Quajar, con specchi e vetri colorati, stucchi straordinari, cortili interni, cupole impreziosite da pitture e impeccabili geometrie. Il tutto costruito con quell’ ancestrale sapienza architettonica che, nel rispetto dell’ambiente, e con l’uso di materiali coevi, consente di vivere in dimore fresche e ventilate anche nel torrido clima estivo del deserto.

ATTRAZIONI

Case Storiche

Nel centro storico della città ci sono più di 500 case antiche alcune delle quali sono gravemente  rovinate ed altre sono state restaurate negli ultimi anni. La casa storica di Tabatabei (Khaneh Tabatabei ha), nel quartiere Sultan Amir-Ahmad, nel centro storico di Kashan , è un vero capolavoro, che con le proprie raffinate decorazioni esibisce l’arte e l’architettura mescolata con la cultura e con le caratteristiche geo-climatiche della zona. Questa casa si divide in tre parti: interna, esterna e la sala della servitù. La casa storica di Borujerdi (Khaneh Borujerdi ha), è un’altra delle più belle case di Kashan che per la sua immensa e straordinaria bellezza è chiamata anche” la sposa dell’architettura iraniana”. In questa casa si possono vedere i tradizionali elementi architettonici iraniani, come le due cisterne, la camera del re, la camere con 5 porte, la terrazza, il cortile estivo e quello invernale. La casa storica di Abbasian (Khaneh Abbasian) con 5 cortili, dopo la mor­te del suo primo proprietario fu divisa in 5 case separate. Queste case sono veramente dominanti tra le altre per la loro estrema bellezza della decorazione islamica, degli afreschi e degli stucchi. La casa di Ameriha (Khaneh Ameriha) che si trova vicina al bagno del Sultan Amir-Ahmad, è uno dei monumen­ti risalenti al periodo della dinastia Zandieh. Gli affreschi e le fregi del soffitto della cisterna sono assolu­tamente imperdibili.

BAGH-E FIN

Baghe Fin e’ stato realizzato per lo Scia’ Abbas I, questo parco rigoglioso  e’ molto rinomato in quanto incarna alla perfezione  l’archetipo del giardino persiano. Anche per questo stato recentemente  inserito nella lista dei siti Patrimonio dell’Umanita’.  Nelle zone limitrofe l’acqua scarseggia, ma nel giardino  ce  n’e’ a profusione. Captata da una sorgente naturale, l’acqua scorre fino alla strada principale nel jub  (canale d’acqua scoperta) alimentando  una serie di vasche e fontane color turchese. I cedri che si possono ammirare nel parco hanno piu’ di 500 anni, e i numerosi aranci diffondono un magnifico profumo quando sono in fiore.

Al centro  del giardino sorge l’incantevole  shotor gelou  dello scia’, un edificio a due piani con piscina. Sul retro si trova un  Padiglione ricreativo edificato in epoca Qagiara. Su un lato del giardino e’ situato il  complesso dell’hammamfamoso per essere il luogo dove venne assassinato l’eroe nazionalista iraniano Amir Kabir, il cui vero nome era Mirza Taqi Khan. Amir Kabir, che ricopri’ la carica di primo ministro dal 1848 al 1851, durante il regno dello scia’ Nasir ud-Din, e’  ricordato come un riformista, un modernizzatore che avvio’  cambiamenti significativi, specialmente nel campo dell’istruzione e dell’amministrazione. La sua popolarita’ era pero’ invisa agli ambienti della corte al punto che la madre dello scia’ riusci alla fine a persuadere il figlio a liberarsene. Amir Kabir fu cosi’ imprigionato nel Giardino di Fin e poi assassinato mentre si trovava nell’hammam – ma secondo un’altra versione si sarebbe suicidato tagliandosi le vene, All’interno dell’edificio alcuni manichini di pessimo gusto aiutano a ricostruire il drammatico episodio. Sl lato opposto del giardino ha sede il modesto  Museo Nazionale Kashani , non particolarmente degno di nota, dove sono esposti tessuti, ceramiche e opere calligrafiche.  I giardini si trovano nel villaggio di Fin, 9 km a sud-ovest del centro di Kashan, in fonfo as Amir Kabir St. Potete arrivarci con un taxi collettivo da Kamal ol-Molk Sq, con un taxi  darbast  (taxi privato), oppure con l’autobus (avendo a disposizione le apposite tessere.

TAPPEH-YE SEYALK (SIALK)

La Tappeh-ye Seyalk e’ uno dei piu’ antichi e ricchi siti archeologici dell’Iran centrale. Qui sono stati riportati alla luce innumerevoli  reperti, tra cui interessanti ceramiche, attrezzi di metallo e utensili  d’uso domestico di pietra, argilla e osso che risalgono fino al IV millennio a.c., Tuttavia la scoperta probabilmente piu’ significativa e’ che sotto alla polvere si cela una ziggurat che secondo alcuni iraniani potrebbe essere addirittura piu’ antica di quelle della Mesopotamia. Gli scavi stagionali sono ancora in corso. I visitatori sono comunque i benvenuti, ma nella zona scarseggiano le strutture in  grado di accoglierli. La maggior parte dei reperti rinvenuti in loco e’ stata trasferita in diversi musei, tra cui il museo del Bagh-e Fin, il Museo Nazionale dell’Iran di Teheran e il  Louvre di Parigi. Seyalk e’ situata a meta’  strada fra Kashan e Fin cifrca 4,5 Km da entrambe localita’, sul lato settentrionale della strada.

HOTEL

Kerman

Kerman, 1064 km da Teheran. La provincia di Kerman, situata leggermente a nord-est ripetto a Shiraz, è assai scarsamente popolata, anche perchè nella sua parte nord¬orientale comprende gran parte del Dasht-e Lut.
Buona parte della regione, così, è costituita da steppa o deserto sabbioso, ma ci sono anche delle oasi in cui si coltivano datteri, pistacchi, melograni ed altri prodotti. La città di Kerman si trova al centro della provincia omonima e conta all’incirca 700.000 abitanti. La città e la provincia di Kerman da tempo sono note per la loro povertà e lo scarso sviluppo, data anche la sua posizione piuttosto isolata. Per molti secoli la sua prosperità fu dovuta alla sua posizione lungo le rotte commerciali con l’Asia, ma all’incirca dall’inizio del periodo della dinastia Safavide si è basata prevalentemente sulla produzione dei tappeti, che continua ad essere anche oggi l’attività principale dei suoi abitanti.

ATTRAZIONI

HOTEL

Kermanahah

Kermanshah (in curdo: Kirmaşan, in persiano: کرمانشاه) è il capoluogo dell’omonima regione e dell’omonima provincia situata nell’Iran occidentale. Si trova a 521 km da Teheran e a circa 80 km dalla frontiera irachena, alle pendici dei monti Zagros, a 1.392 m di altitudine. 851,405 abitanti secondo le stime del 2011, la maggioranza della popolazione parla Persiano e il dialetto meridionale curdo.

ATTRAZIONI

Behistun

Le Iscrizioni di Bisotun,(note anche come Bisitun o Bisutun, persiano moderno: بیستون ; persiano antico: Bagastana, che significa “luogo o terra di Dio”) sono delle iscrizioni multi-lingue situate sul Monte Behistun nella regione iraniana di Kermanshah, in provincia di Harsin.
Il sito divenne patrimonio dell’umanità dell’UNESCO nel 2006.
Le iscrizioni sono composte da tre versioni dello stesso testo, scritte in caratteri cuneiformi in tre diverse lingue: antico persiano, elamitico e babilonese. Un ufficiale del British Army, Sir Henry Creswicke Rawlinson, li trascrisse in due parti, nel 1835 e nel 1843. Rawlinson riuscì a tradurre il testo in antico persiano nel 1838, mentre le versioni elamitica e babilonese vennero tradotte da Rawlinson ed altri dopo il 1843. Il babilonese era una forma evoluta della lingua accadica: entrambe facenti parte del ceppo semitico. Queste iscrizioni furono per la scrittura cuneiforme quello che la stele di Rosetta fu per i geroglifici egiziani: fu il documento cruciale per decifrare un sistema di scrittura che si credeva perduto.
Le iscrizioni misurano circa 15 metri di altezza e 25 di larghezza, e si trovano 100 metri sopraelevati su di un pendio calcareo rispetto alla strada che unisce la capitale dell’impero babilonese e di quello dei Medi (Babilonia e Ecbàtana). È particolarmente inaccessibile visto che parte del lato della montagna venne rimosso al fine di aumentare la visibilità delle iscrizioni dopo il loro completamento. Il testo in antico persiano è composto da 414 linee divise in cinque colonne; l’elamitico conta 593 linee in otto colonne, mentre il babilonese è di sole 112 linee. L’iscrizione venne illustrata da un bassorilievo a grandezza naturale di Dario I che maneggia un arco come simbolo di regalità, con il piede sinistro sul petto di una figura stesa davanti a lui. Si suppone che la persona prostrata sia il pretendente al trono Gaumata. Dario è assistito ai lati da due servi, mentre dieci persone alte un metro si trovano sulla destra, con le mani legate e corde attorno al collo, rappresentazioni dei congiurati sostenitori di Gaumata. Sopra di loro si trova un faravahar che benedice il re. Una figura sembra essere stata aggiunta in seguito; si tratta di un blocco di pietra unito alla parete con ferro e piombo.

Casa di Khaja Barookh

Casa di Khaja Barookh si trova nel vecchio quartiere di Faizabad , un quartiere ebraico della città . E ‘stato costruito da un mercante ebreo del periodo Qajar , di nome Barookh / Baruch . La casa, una rappresentazione storica dell’architettura iraniana, è stata ribattezzata ” Randeh – Kesh House” , dopo l’ultimo proprietario, è un ” daroongara ” (orientata verso l’interno). La casa è collegato attraverso un vestibolo al cantiere esterno e attraverso un corridoio al cortile interno . Circondano il cortile esterno, le stanze e i pilastri di mattone che fanno l’iwans ( i portici) della casa. Questi ultimi sono decorati con mattoni e capitelli. Questa è una delle poche case di Qajar con un bagno privato.

Taq-e Bostan

 

Taq e Bostan e un complesso di iscrizioni ed incisioni risalenti al periodo sassanide, che si trova al nord-ovest di kermanshah. In quest’area storica si vedono due nicchie scolpite (la nicchia grande e quella piccola). A destra della nicchia piccola, uno spazio rettangolare largo 5,96 metri, profondo 3,80 metri e alto 5,30 metri, ci sono delle incisioni a bassorilievo che raffigurano l’incoronazione del nono re sassanide, Ardeshir(Artaserse) II.

Al centro della scena il re sassanide mentre ha messo la mano sinistra sull’elsa della spada, con la mano destra riceve la corona sacra dall’ Ahurmazda, il Dio zoroastriano. A destra della figura di Artaserse II si vede la figura dell’Ahurmazda, che con la sua mano destra dona la corona sacra al re sassanide, ed a sinistra si vede la figura di Mitra scolpita su un grandissimo lotus.

Sotto i piedi di Ahurmazda ed Artaserse si vede anche la figura di un nemico battuto, che secondo tanti storici può essere la figura di Giulianus, l’imperatore romano che nel 363 d.C. fu ucciso da Artaserse II.

La nicchia grande, uno spazio rettangolare largo 7,85 metri e alto 11,90 metri, è il monumento più importante di Taq e Bostan. II muro terminate delta nicchia si divide in due parti. La parte superiore raffigura la scena dell’incoronazione del re sassanide. Nella scena il re sassanide e sul podio e alla sua destra si vede l’Ahurmazda che ha messo la mano sinistra sul petto e con la mano destra dona al re la crona sacra, mentre a sinistra del re si vede la figura dell’ Anahita , anche lei è sul podio, che nella mano sinistra ha un contenitore d’acqua e con la mano destra dona la corona sacra al re sassanide. Nella parte inferiore si vede una figura della cavalleria pesante. Tanti storici e ricercatori credono che la figura appartenga a Khosro Parviz, il re sassanide, montato sullo Shabdiz, il suo cavallo preferito.

Suite mura laterali delta nicchia grande si vedono delle incisioni a bassorilievo che raffigurano le scene delta caccia reale. La scena di caccia al cervo è scolpita su una superficie lunga 5,80 metri e larga 3,90 metri. Sul muro orientate si vede la scena di caccia al cinghiale scolpita su una superficie lunga 5,70 metri e larga 4,13 metri. Nella parte superiore del muro occidentale si vedono pure delle incisione risalenti al periodo qagiaro che raffigurano alcune facoltà qagiare.

Moaven al molk Tacchie

Il Tacchie; “un posto dove durante il mese islamico di Muharram, gli sciiti commemorano il martirio dell’lmam Hussein’ Moaven Al-Molk, costruito nel periodo qagiaro a Kermanshah, per la bellezza delle piastrelle usate nella sua costruzione e inequiparai le in confronto agli altri tacchie in Iran.

Questo santuario che si raggiunge scendendo 17 gradini, è composto da tre parti: l’Hosseinieh, la sala in cui gli uomini si riuniscono per le lamentazioni e per adempiere alle pratiche religiose.

Lo Zeynabieh, è la sala riservata alle donne.

L’abbasieh, la vasta sala le cui mura sono decorate con le bellissime piastrelle che esibiscono le scene con i temi religiosi, particolarmente quelle dell’Ashura

HOTEL

Azadegan Hotel

L’hotel si trova a 15 minuti dall’areoporto. L’hotel è molto vicino al Taghe Boston, Una delle migliori attrazioni turistiche di Kermanshah.
L’albergo ha 108 camere e 12 suites. Tutte le stanze sono equipaggiate con aria condizionata, telefono, tv satellitare, frigorifero, bagno.
Inoltre l’hotel offre i seguenti servizi: 24h/24h servizio taxi, telefono, lavanderia, caffetteria, ristorante e parcheggio privato.

Kish Island

Kish (persiano: کیش‎‎) è un’isola iraniana e una città sul Golfo Persico, nella provincia di Hormozgan. A causa del suo statuto di zona franca, l’isola è ritenuta un paradiso per i consumatori e possiede molti centri commerciali, negozi, attrazioni turistiche e attività di ricezione. L’isola ha 20.667 abitanti e 1.500.000 visitatori all’anno. Il territorio di Kish è una delle 3 circoscrizioni della provincia di Bandar-e-Lengeh.

ATTRAZIONI

Il Fiore d’Oriente

Il Fiore d’Oriente ( persiano : گل شرق ) complesso costato € 1.7 bilioni di €.
Un progetto  d’attrazione turistica, iniziato nel 2004 a Kish Island che doveva essere ultimato entro il 2010, ma  è stato annullato nel 2007.
Il progetto, consisteva in un complesso che doveva accogliere, tra le altre cose, un hotel a 7 stelle , il secondo al mondo dopo il Burj al Arab di Dubai .
Il Fiore d’Oriente, era il più grande progetto mai realizzato, su Kish Island nel Golfo Persico . Nel progetto era stato previsto di includere:
Tre hotel , tre Aree residenziali, ville e complessi di appartamenti, Caffè, Showroom , negozi , impianti sportivi e un porto turistico
Questo progetto è stato gestito dalla società tedesca FOE Projektgesellschaft mbH.

La Nave Greca

La nave greca (persiano: کشتی یونانی) è il soprannome di un piroscafo da carico, Khoula F, che si arenò sulla costa sud occidentale di Kish Island, Iran, nel 1966.
La nave fu costruita in Gran Bretagna da William Hamilton and Company a Port Glasgow, in Scozia, varata il 9 marzo 1943 come “Empire Trumpet” e il suo completamento avvenne nel mese di aprile 1943.
Dal 1946 al 1966 è passata attraverso una serie di proprietari britannici e iraniani e vari cambiamenti di nome.
I suoi ultimi proprietari erano greci, ed è da loro che deriva il suo soprannome.

Dolphin Park

Il Dolphin Park è un parco di 70 ettari ( 170 acri ) situato all’angolo sud-est di Kish Island.
Circondato da oltre 22.000 palme comprende:
Un delfinario , un giardino delle farfalle, un giardino degli uccelli, una foresta pluviale artificiale, una montagna vulcanica, un giardino di orchidee, e un giardino di cactus.
Il delfinario include la più grande piscina fatto dall’uomo sull’isola.
In esso si possono trovare:
I delfini, i leoni marini e le balene bianche.
Il giardino degli uccelli ospita più di 57 specie di uccelli e altri animali provenienti da tutto il mondo, tra cui pellicani, struzzi, are blu e giallo (pappagalli), cicogne , tucani, turachi, cigni, pinguini africani e coccodrilli palustri.

Ab Anbars

Ab Anbars, la parola persiana si traduce letteralmente in serbatoio d’acqua.
l’Ab Anbars di  Kish Island, è  situato vicino Harireh ed è stato restaurato di recente.
Come si può vedere nella foto, le torri e la cupola vengono utilizzate per far circolare l’aria, raffreddare e mantenere  l’acqua fresca al suo interno.
L’acqua viene, poi, distribuita attraverso acquedotti sotterranei.

Harireh

Per chi è interessato alla storia antica, è consigliato visitare la città antica di Harireh.
Costruita 8 secoli fa, nel centro della costa settentrionale dell’isola di Kish. La sua superficie è di circa 3 chilometri quadrati.
Harireh è molto probabilmente, che sia la città a cui il famoso poeta iraniano, Saadi , fa riferimento nel suo libro “Il giardino delle rose”.
Ci sono riferimenti nelle opere di storici iraniani e arabi per la posizione della città sull’isola.
Questi elementi ci dicono che la città era situata al centro della parte settentrionale, proprio dove ci sono le rovine oggi.

Quanat

I qanat (dall’arabo قنات) o kariz (dal persiano كاريز) sono un sistema di trasporto idrico usato per fornire una fonte affidabile d’approvvigionamento d’acqua per insediamenti umani e per l’irrigazione in ambienti caldi e aridi.
I qanat sono costituiti da una serie di cunicoli verticali simili a pozzi, collegati da un canale sotterraneo in lieve pendenza.
Attinge ad una falda acquifera in maniera da trasportare efficientemente l’acqua in superficie senza necessità di pompaggio.
L’acqua fluisce per effetto della gravità, poiché la destinazione è più bassa rispetto all’origine, che usualmente è una falda acquifera.
Permette all’acqua di essere trasportata a grande distanza in zona dal clima caldo e secco senza perdere una grande quantità di acqua a causa dell’evaporazione.
E’ il segreto celato nel cuore dell’ isola di Kish, unico nel mondo.
Di recente sono stati ipotizzati dei piani, per costruire musei, ristoranti moderni e tradizionali all’interno dei tunnel.

Devozione per un “Albero Venerabile”

La topografia dell’isola è tale che l’acqua di superficie scorre in una certa parte del nord chiamato la Valle portoghese.
Pertanto, la zona è naturalmente ricca di vegetazione. Ed è qui che possiamo trovare l’albero più antico dell’Isola. Intorno a questo complesso di alberi che è stato creato il parco Derakht – e- Sabz.
L’area verde , gli edifici, le pavimentazioni in legno, le recinzioni ricordano la costa del Mar Caspio .
Ma ciò che attrae i turisti in questo punto è la dimensione mitica di questo albero.
I panni legati a questo albero conferiscono un’aura sacra che è esattamente quello a cui alcune persone credono.
E’interessante sapere, che molto probabilmente il popolo nativo, volesse dire questo albero molto vecchio, è quasi santo.
Probabilmente la maggior parte dei visitatori e dei nuovi residenti dell’isola sono quelli che hanno promosso questa idea dell’albero santo.
Il parco Derakht – e- Sabz adiacente alla città storica di Harireh, fornisce un piacevole atmosfera per i vistori che vogliono  rilassarsi e riposare.

HOTEL

Dariush Grand Hotel

ll Grand Hotel è stato costruito ad immagine e somiglianza di Persepolis , simbolo della gloria e lo splendore dell’antica civiltà persiana e dell’impero persiano . L’hotel è stato progettato e sviluppato dall’ imprenditore iraniano Hossein Sabet, che possiede e gestisce diverse attrazioni turistiche e alberghi nelle isole Canarie.
L’hotel è stato completato nel 2003.
I servizi dell’hotel:
Capo da tennis, piscina all’aperto, palestra, biliardo, wifi nella hall, coffee net, auto noleggio.

Maryam Hotel

Maryam è un affascinante e moderno hotel 4 stelle. Dispone di 54 camere tutte dotate delle ultime strutture.
La sistemazione in ognuna delle 56 camere o suite dell’hotel comprende:
Servizio in camera, prima colazione a buffet, pranzo a buffet, servizio snack, wifi, cassette di sicurezza, TV interattiva, mini bar, servizi di pulizia e lavanderia e servizio 24 ore/24 trasferimento areoportuale.

Parsian Hotel

Questo Hotel ha 80 camere con:
frigorifero, cucina, satellite, tv & set tel e bagno.
Servizi offerti dal hotel: ristorante , coffe shop , hall , caffetteria, sala buffet e servizio taxi.

Sadaf Hotel

Al Sadaf Hotel, lasciati incantare dalla musica delle onde e dalla danza dei colori per apprezzare in qualsiasi momento una ventata di benessere.

Shayan Hotel

Il Shayan hotel si trova nel centro della città.
196 camere con: frigorifero, aria condizionata, hall, 24h coffe shop, coffe netto , piscina, sauna, jacuzzi, lavanderia, campo da tennis, buffet, sala biliardo e parcheggio.

Mashhad

Il nome completo della città di Mashhad, capitale del Razavi Khorasan iraniano e capoluogo dell’omonima provincia, è in realtà Mashhad ʿAlī, “Il santuario di ʿAlī”, poiché la parola persiana mashhad (ﻣﺸﻬﺪ) significa “luogo di sepoltura di uno shahīd”, “santuario”.
Ciò è dovuto al fatto che in essa è ospitato il venerato luogo di sepoltura dell’ottavo Imām dello Sciismo duodecimano, ʿAlī al-Riḍā (che in persiano diventa Reżā).
Oggi Mashhad, dotatasi col tempo di una cinta muraria, è il capoluogo della provincia del Razavi Khorasan e conta circa 2.500.000 abitanti.
Centro di cultura laica e religiosa, Mashhad è stato un centro per le arti e per le scienze.
L’Università Ferdowsi di Mashhad, prende il nome dal grande poeta iraniano.
Il Madrassa di ayatollah Al-Khoei, costruito nel XVII secolo e recentemente sostituito con servizi moderni, è prima di tutto il centro tradizionale della città per l’apprendimento religiosa.
L’Università di Scienze Islamiche Razavi, fondata nel 1984, è al centro della città, all’interno del complesso del santuario.
Il prestigio dell’ educazione religiosa tradizionale a Mashhad attira studenti, conosciuti come Talabeh, o “Mollah” a livello internazionale.
Mashhad è anche sede di una delle più antiche biblioteche del Medio-Oriente chiamato “F” con una storia di oltre sei secoli.
Il Museo Quds Razavi Astan-e, fa parte del complesso Astan-e Razavi Quds, la patria di oltre 70.000 manoscritti rari provenienti da diverse epoche storiche.
Ci sono circa sei milioni di documenti storici nella biblioteca centrale della fondazione.
Nel 1569, ‘Imad al-Din Mas’ud Shirazi, un medico presso l’ospedale Mashhad, scrisse il primo trattato islamico sulla sifilide, influenzato dal pensiero medico europeo.
Curiosità
Tappeto Kashmar è un tipo di tappeto persiano indigeno a questa regione.

ATTRAZIONI

Imamam Reza Shrine

La Reza Shrine Imam (persiano: حرم امام رضا) a Mashhad, in Iran è un complesso che contiene il mausoleo dell’Imam Reza, l’ottavo Imam di duodecimani sciiti. È la più grande moschea del mondo per dimensione e la seconda per capacità.  All’interno del complesso sono contenute, anche, la moschea Goharshad, un museo, una biblioteca, quattro seminari,  un cimitero, l’Università Razavi di Scienze islamiche, una sala da pranzo per i pellegrini, vaste sale di preghiera, e altri edifici.
Il complesso si trova nel centro del turismo.  Il santuario si estende su una superficie di 267,079 m2, mentre i sette cortili che lo circondano coprono una superficie di 331,578 m2, per un totale di 598.657 m2.
Ogni anno la cerimonia di polvere Clearing si celebra nel santuario dell’Imam Reza.  Nel 818, il Alid Imam Ali al-Ridha è stato assassinato dal califfo abbaside al-Ma’mun (813-833) e fu sepolto accanto alla tomba del padre di al-Ma’mun, Harun al-Rashid (786- 809). Dopo questo evento, il luogo è stato chiamato come Mashhad al-Ridha (“il luogo del martirio di al-Ridha”).
Sciiti e sunniti cominciato a visitare la sua tomba in pellegrinaggio. Entro la fine del 9 ° secolo è stata costruita una cupola sulla tomba e molti edifici e bazar sorsero intorno ad esso.
Durante più di un millennio è stata devastata e ricostruita più volte.
Nel 993 il santuario fu rovinato da Saboktakin, un re Ghaznavid.
Tuttavia, nel 1009, suo figlio Sultan Mahmud di Ghazni ha ordinato di riparare e ampliare il santuario.
Nel 1150 circs, Sultan Sanjar, un re selgiuchide, ha rinnovato il santuario e ha aggiunto nuovi edifici dopo che suo figlio fu miracolosamente guarito dopo una vista al santuario.
Più tardi, Sultan Muhammad Khodabande, un re Ilkhanato convertitosi allo sciismo, rinnovato il santuario intorno 1310.
Il celebre viaggiatore musulmano Ibn Battuta visitò Mashhad nel 1333 e ha riferito che si trattava di una grande città con alberi da frutto abbondante, torrenti e mulini.
Una grande cupola di costruzione elegante sormonta il nobile mausoleo, le pareti decorate da piastrelle colorate. Di fronte alla tomba dell’Imam è la tomba del califfo Harun al-Rashid, che è sormontato da una piattaforma che a sua volta supporta lampadari.
Tuttavia, la tomba di Harun al-Rashid non è considerata sacra, inquanto si è reso responsabile per gli omicidi di Il 6 e 7 imam sciiti.
Nel 15 ° secolo, durante il regno del timuride Shahrukh Mirza, Masshad divenne una delle principali città del regno. Nel 1418 la moglie Goharshad ha finanziato la costruzione di una moschea in sospeso accanto al santuario, che è conosciuta come la Moschea Goharshad.

Tomba di FERDOWSI

Statua di Ferdowsi

Aramgah-e Ferdowsi

Hakim Abol-Ghasem Ferdowsi-e Tusi , chiamato Ferdowsi, si puo’ dire forse che e’ il piu’ venerato poeta persiano. La sua grandiosa opera epico-letteraria e’ Shahnameh (“Lettera del Re”), alla quale dedico’ 35 anni circa della propria vita. II figlio del ricco proprietario terriero naque in un villaggio presso Tus, nel 935 a.d.. Si ritiene che Ferdowsi sia morto attorno al 1020 a.d., in estrema poverta’, all’eta di 90 anni, amareggiato per la trascuratezza Ghaznavide. Egli fu sepolto nel cortile della propria casa , dove oggi si trova la sua tomba. II po¬eta fu inizialmente sepolto nel suo qiardino perche’ i suoi scritti non erano considerati sufficientemente ortodossi da assicurargli di riposare nel cimitero musulmano. L’astio nei suoi confronti esplose nuovamente durante le primissime e violente sommosse della rivoluzione del 1979, quando il suo mausoleo fu danneggiato. Questo monumento, costruito nel 1925 per ordine di Reza Pahlavi , e’ ispirato all’architettura achemenide e simile al mausoleo di Ciro il Grande. La parte superiore dell’edificio e’ vuoto e lo spazio interno di esso e’ ispirato all’ar-chitettura Ashkanide e comprende 20 colonne in marmo nella parte inferiore e 8 colonne nella parte superiore. Sulla facciata dell’edificio si possono vedere gli elementi architettonici achemenidi come le colonne ed i capitelli decorati con le poesie incise del poeta stesso.
Dietro il monumento principale, una serie di bassorilievi realizzati da Freydun Sediqi, raffigura le opere di Fer¬dowsi . All’interno del monumento si vedono anche degli affreschi che esibiscono alcune scene narrate nello Shahnameh. Oggi nel complesso della tomba di Ferdowsi, con una superficie di 6 ettari, ci sono una biblioteca e un museo in cui ci sono diverse pubblicazioni dello Shahname, incluso quello pubblicato a Firenze. La tomba di Mehdi Akhavan Sales , il poeta patraitico , si trova vicino al museo. A Roma nel 1958 e’ stata eretta una statua in marmo, dono dello Scia’ di Persia, opera dello scultore Sadighi, realizzata nello studio romano dello scultore Ugo Quaglieri.

 

Tomba di Nader Shah

Nādir Shāh Afshār (persiano: نادر شاه افشار; anche conosciuto come Nāder Qoli Beg – نادر قلی بیگ o Tahmāsp Qoli Khān – تهماسپ قل) (novembre 1688 o 6 agosto 1692 – 19 giugno 1747) fu Shah di Persia (1736–47) e fondatore della dinastia degli Afsharidi.
Dato il suo indiscusso genio militare, da alcuni storici è stato coniato il soprannome di “Napoleone di Persia” o di “Secondo Alessandro Magno”. Nadir Shah era un membro della tribù turca Ashfar del nord della Persia, la quale prestò servizio militare allo stato Safavide sin dai tempi dello Shah Ismail I.
Nadir salì al potere durante un periodo di anarchia in Persia, dopo una rivolta degli Afghani Hotaki, i quali avevano rovesciato il debole Shah persiano Soltan Hosein, e dopo che sia gli Ottomani che i Russi avevano assoggettato parti del territorio safavide. Nadir riunì il regno persiano e scacciò gli invasori. Divenne così potente da decidere di deporre gli ultimi membri della dinastia, che avevano governato la Persia per oltre duecento anni, divenendo lui stesso Shah nel 1736. Le sue campagne crearono un grande impero che comprendeva circa i territori degli odierni Iran, Iraq, Afghanistan, Pakistan, parti delle regioni caucasiche, dell’Asia centrale, e dell’Oman, ma le sue spese militari ebbero effetti devastanti sulle casse della rinnovata potenza persiana.
Nadir idolatrò Genghis Khan e Tamerlano, considerati suoi predecessori come conquistatori dell’Asia centrale. Imitò le loro prodezze militari e, specialmente verso la fine del suo regno, la loro crudeltà. Le sue vittorie lo resero per breve periodo il sovrano più potente di tutto il Medio Oriente, ma il suo impero si disintegrò rapidamente, dopo la sua morte nel 1747. Nadir Shah è stato descritto come “l’ultimo grande conquistatore asiatico”. È considerato il restauratore del potere persiano, tra l’Impero Ottomano e dell’Impero Moghul.

Tomba del colonnello Pessian

Il colonnello Mohammad Taqi Khan Pessian (1892 – 3 Ottobre 1921), è stato un popolare leader militare dell’Iran .
Egli è anche notoriamente conosciuto come il primo iraniano a pilotare con successo un aereo.
Nato da una famiglia aristocratica curda a Tabiz, nel novembre del 1915, come comandante della Gendarmeria di Hamedan ha lanciato un attacco contro brigata cosacca persiana, filo-russo, nella battaglia di Musalla .
I suoi gendarmi riuscirono a disarmare i cosacchi persiani e Mohammad Taqi riuscì a convincere alcuni dei cosacchi di unire le loro forze in un discorso patriottico che fece a loro dopo la sconfitta.
Mohammad Taqi e il maggiore Azizollah Khan Zarghami come comandanti della Gendarmeria non avrebbero potuto difendere Hamedan, contro un avanzamento del esercito russo caucasico, che era superiore in numero e armi.
I gendarmi si ritirarono a Kermanshah dove ancora una volta furono sconfitti dai russi , e molti fuggirono nell’ Impero Ottomano.
L’Agosto 1916 ha visto il ritorno dei gendarmi a Kermanshah, ma ancora una volta furono sconfitti e questa volta molti andarono a vivere in esilio a Istanbul, mentre Mohammad Taqi andò a vivere in esilio a Berlino.
Durante la sua permanenza a Berlino , si è formato come pilota nel Airforce tedesco ed è stato ricompensato con l’ “Eisernes Kreuz”, la medaglia per aver abbattuto più di 25 aerei nemici durante Prima Guerra Mondiale.
A Berlino, tradusse molte opere dal persiano al francese, tedesco e inglese.
Nel 1920 Mohammad Taqi tornato in Iran e si unì alla Gendarmeria.
Nel giugno del 1920 fu promosso al grado di colonnello e nel settembre dello stesso anno, divenne comandante della Gendarmeria di Khorasan.
Il 3 aprile 1921, riuscì a realizzare un colpo di stato militare con la sua piccola forza di soli 200 gendarmi.
Arrestò, Ahmad Qavam, il governatore generale del Khorasan e lo mandò a Teheran, dove fu imprigionato.
Successivamente divenne, capo del governo della provincia autonoma di Khorasan.
Nel mese di giugno, quando, Ahmad Qavam venne rilasciato dal carcere e divenne premier dell’Iran, cercò di vendicarsi di Pessian e ordinò che la decapitazione di quest ultimo.
Questo infatti accade il 3 ottobre 1921,
quando Pessian e la sua piccola unità di 150 gendarmi furono accerchiati da una forza di 1.000 unità superiore coadiuvati dalle tribù curde nella battaglia combattuta nei pressi di Quchan.
La testa di Pessian fu portata a Teheran per dimostrare la sua morte.
Per i cinque anni successivi la dipartita del generale, il 3 ottobre la gente del Khorasan pianse la sua morte.
È sepolto a Mashhad, Khorasan, nello stesso giardino dove c’è la tomba di Nader Shah.

Galleria di monete e medaglie

La Galleria di monete e medaglie contiene collezioni preziose che sono state presentate da persone diverse nel corso della storia, e il loro numero ha superato 400.
le monete esistenti comprendono 308 numeri e le loro date sono dal IV secolo (L.C.) fino al periodo safavid.
Tra loro, ci sono medaglie appartenenti a molte personalità scientifiche e culturali e anche quelle del lottatore iraniano, Gholam Reza Takhti.
Alcune delle monete più importanti della galleria sono:
Le monete d’argento di Imam Reza ( AS ), Il principe ereditario ( 817-818 ) e le monete di Alessandro Magno.

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Umar Khayyam – Neyshabur

Umar Khayyam e’ il piu’ famoso matematico, austronomo e poeta iraniano del period Sel-giuqide. Egli e’ famoso per le sue quartine che sono state tradotte in tante lingue del mondo. Nel 1859 Edward Fitzgerald ha tradotto piu’ do 100 delle sue quartine in inglese e grazie a questo Khayyam e’  diventato piu’ popolare anche i occidente. Nel 1962 per ricordare questo personaggio molto importante del mondo scientifico e letterario dell’Iran, nel posto dove e’ sepolto lui, usando l’architettura mista orientale-occidentale, fu costruito un edificio a forma di rombi legati, che ricordano sempre le idee matematiche di quello scienziato iraniano.

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 Tomba di Attar

Farid Ed Din Attar Kadekani-e Neyshaburi, famoso come Attar-e Neyshaburi, nato nel 540 del calendario islamico a Kadkan e morto a Shadiyakh Neyshabur nel 618 del calendario islamico, e’ il famoso e popolare poeta e mistico dell’Iran., Sup padre a Shadiyakh faceva il profumiere e dopo la morte del padre Farid Ed Din continuo’ il mestiere del padre. Egli fu uno dei piu’ attivi poeti iraniani e ha espresso tante poesie  con temi sociali e religiosi. Le opere piu’ famose di Attar sono: Asrar Nameh, Elahi Nameh, Manteq Al Teir, Mosibat Nameh, Mokhtar Nameh, Tazkerat Alolia e “SI MORGH”  (trenta uccelli) che e’ una delle piu’ famose poesie di Attar il cui argomento e’ il misticismo. Il tipico poema “a cornice” di circa 4.500 versi, in cui la storia-cornice del viaggio degli uccelli inquadra una fitta rete di dialoghi e aneddoti. Il testo rivela in modo trasparente il suo contenuto mistico e le sue finalita’ didattico-iniziatiche : dietro l’upupa e’ facile scorgere il maestro  sufi che guida attraverso Sette Valli (le mistiche dimore spirituali) i suoi inquieti discepoli (gli uccelli) verso l’illuminazione finale, ovvero la scoperta di Dio (Simorgh cioe’ la fenice) nel proprio se’ profondo. La tomba di Attar, situate a sud-est di Neyshabur, fu costruita nel period timuride per ordine di Amir Ali Navaee. L’edificio e’ fatto ad ottagono con quattro porte e una cupola decorate con le piastrelle. Nella sala central si vedono la tomba del poeta e una colonna alta 3 metri. L’edificio fu completamente restautato durante il regno del secondo re Pahlavi.

HOTEL

Ghasr Talaee Hotel

Non è molto lontano dall’aeroporto e il centro della città è facilmente ragiungibile a piedi.
Il Ghasr International Hotel è probabilmente il migliore a Mashhad.
Servizi: aria condizionata , tv , frigorifero, sistema video centrale, internet caffè.

Homa Hotel

Homa Hotel è situato nel quartiere a nord ovest di Mashhad, a pochi minuti a piedi da boutique Sajad e il centro commerciale Proma.
Servizi: Piscina coperta con buffet e impianto audio, bagno turco, sauna e vasca idromassaggio, un centro fitness, Campo da tennis, Parcheggio privato, galleria di negozi in loco, barbiere e il parco di divertimenti per bambini.

Iran-Masouleh Safarestan

Masuleh

La storica Masuleh è una delle più belle città della regione Gilan che si trova a 35 km ad ovest di Fuman. Questa spettacolare città si trova sulla catena dei monti Alborz, a 1050 metri sul livello del mare, ed ai piedi di essa scorre il fiume Masule Rud-khan. Durante gli scavi archeologici in questa città sono state trovate delle terracotte smaltate risalenti ai periodi dal 600 al 900 a.C.

Si può descrivere la panoramica architettura di Masuleh in questa semplice frase “il cortile della casa superiore fa anche parte del tetto della casa inferiore. “Le case di questa città hanno quasi sempre due piani e i materiali più frequenti per costruirle sono il fango, le pietre, le colonne di legno, ecc.

Si usa il fango di color giallo per la facciata delle case mentre quello di color scuro per il tetto.

II mercato di Masuleh, che è anche il suo centro di commercio, è su diversi piani, all’aperto, con la vista oppure sulla foresta. Ci sono tre Le case di santuari a Masuleh e quello più importante si trova proprio nel cuore della città, Questa turistica città, vasta 100 ettari, è sotto il controllo dell’Organizzazione nazionale per il beni culturali e le risorse naturali ed ogni anno ospita migliaia di turisti sia iraniani che stranieri.

Meimand

ATTRAZIONI

Maymand

HOTEL

Persepoli

Parseh o Persepolis, conosciuta anche come Takht-e-Jamshid, era la capitale cerimoniale dell’Impero achemenide. Persepolis è situato a 60 km a nord-est della città di Shiraz nella provincia di Fars, Iran. I primi resti di data di Persepolis torna alla 515 Ac.  Patrimonio mondiale dell’UNESCO iscrizione: 1979

Il termine Persepoli deriva dal greco antico Persépolis , un termine composto da Pérsēs  e pólis, che significa “città di Persia.” A causa della convinzione tra i persiani della tarda antichità, che i monumenti vennero costruiti da Jamshid, una figura della mitologia persiana, il sito fu noto come Trono di Jamshid  sin dai tempi dei Sassanidi,. Fu una delle cinque capitali dell’Impero achemenide (le altre erano Babilonia, Ecbatana, Pasargad e Susa). È situata a circa 50 chilometri a nord della attuale città di Shiraz nella regione di Fars dell’attuale Iran.

Il sito è costituito da 125 000 metri quadri di superficie pianeggiante, in parte costruita artificialmente e in parte scavata da una montagna, con il suo lato orientale appoggiato al monte Rahmet. Gli altri tre lati sono formati da mura di sostegno, che variano in altezza in funzione della pendenza del terreno. Il dislivello da 5 a 13 metri sul lato occidentale, era colmato da una doppia scala. Da lì, si sale dolcemente verso l’alto. Per creare il terrazzo pianeggiante, le depressioni sono stati riempite con terra e pesanti rocce, che sono state unite con ganci metallici.

Evidenze archeologiche dimostrano che i primi resti di Persepoli risalgono al 515 a.C. André Godard, l’archeologo francese che scavò le rovine di Persepoli nei primi anni 1930, credeva che fosse stato Ciro il Grande ad aver scelto il sito di Persepoli, ma che fu Dario I che costruì il terrazzamento ed i palazzi.

Dal momento che, a giudicare dalle iscrizioni, gli edifici di Persepoli vennero costruiti da Dario I, fu probabilmente sotto questo re, con il quale lo scettro passò a un nuovo ramo della casa reale, che Persepoli divenne la vera capitale della Persia. Come residenza dei governanti dell’impero, tuttavia, era un luogo remoto in una regione montagnosa di difficile accesso e tutt’altro che conveniente. Le vere capitali del paese erano Susa, Babilonia e Ecbatana. Questo spiega il fatto che i greci non erano a conoscenza della città fino all’epoca di Alessandro Magno che la conquistò e saccheggiò.

Pianta aerea di Persepoli.

Dario I ordinò la costruzione dell’Apadana e della Sala del Consiglio (Tripylon o la “Porta Tripla”), del principale Tesoro imperiale e dei suoi dintorni. Questi edifici vennero completati durante il regno di suo figlio, Serse I. Inoltre la costruzione degli edifici sulla terrazza continuò fino alla caduta dell’impero achemenida.

Intorno al 519 a.C., ebbe inizio la costruzione di un’ampia scalinata. La scala doveva inizialmente essere l’ingresso principale alla terrazza posta a 20 metri rispetto al suolo. . I 111 gradini sono larghi 6,9 metri, con una pedata di 31 cm. e un’alzata di 10 cm.,  le nuove teorie suggeriscono, le pedate poco profonde permettevano ai dignitari in visita di mantenere un aspetto regale durante la salita. Le prime mura erano alte 7 metri, le seconde, 14 e le terze, che coprivano tutti e quattro i lati, 27 metri, anche se oggi non c’è presenza di mura addetti alla difesa.

Lo scrittore persiano Biruni infatti, nel suo Cronologia delle Nazioni antiche,  aggiunge: “[Alessandro] bruciò l’intera Persepoli come vendetta contro i Persiani, perché sembra che il re persiano Serse avesse bruciato la città greca di Atene, circa 150 anni prima. Si dice che, anche oggi, le tracce di fuoco sono visibili in alcuni punti.

Nel 316 a.C., Persepoli era ancora la capitale della Persia quale provincia del grande impero macedone (vedi Diod. xix, 21 seq., 46; probabilmente su fonti di Geronimo di Cardia, che era vissuto intorno al 326). La città dovrebbe poi essere andata gradualmente in declino nel corso del tempo. La città bassa, ai piedi della città imperiale avrebbe potuto sopravvivere per un periodo più lungo;[9] ma le rovine degli Achemenidi rimasero a testimonianza del suo antico splendore. È probabile che la città principale del paese,o almeno del distretto, era sempre in questi dintorni.

Pietro della Valle visitò Persepoli nel 1621, e riferì che soltanto 25 delle 72 colonne originarie rimanevano in piedi, a causa di vandalismi e processi naturali.

« Di queste colonne, oggi, la maggior parte è caduta, e solo ne restano in piedi da venticinque: al qual numero essendosi diminuite, da quando fu dato alla fabbrica il nome di Cehilminar, che senza dubbio dovevano essere intorno a quaranta, si vede, che per le ingiurie del tempo, ogni giorno andranno mancando e cadendone delle altre. Delle colonne cadute, si vede il segno e le basi che ancor restano quasi tutte ai loro luoghi. »(Pietro Della Valle)

La regione, molto fertile, era costellata di villaggi fino alla terribile devastazione avvenuta nel XVIII secolo; anche ora è abbastanza ben coltivata. Era il mediano e il più alto delle tre balze scoscese che si innalzano dalla valle del fiume Kor, ad una certa distanza ad ovest o nord-ovest della necropoli del Naqsh-e Rostam.

Tra gli anni 1800 e i primi anni del 1900, vennero eseguiti diversi scavi amatoriali, in alcuni casi anche su larga scala.

La prima campagna scientifica di scavi a Persepoli venne effettuata  dall’Istituto orientale dell’Università di Chicago. Condussero scavi per otto stagioni, a partire dal 1930, che comprendevano altri siti nelle vicinanze. Herzfeld credeva che i motivi alla base della costruzione di Persepoli fossero stati la necessità di un ambiente maestoso, un simbolo per il loro impero, e per celebrare eventi speciali, in particolare il Nowruz. Per ragioni storiche, Persepoli venne costruita quando venne fondata la dinastia Achemenide, anche se non era il centro dell’impero a quell’epoca.

Gli edifici a Persepoli comprendono tre gruppi distinti: quartieri militari, il Tesoro, e le sale di accoglienza e abitazioni occasionali per il re. Tra le strutture note figurano la Grande Scalinata, la Porta di tutte le Nazioni, l’Apadana, la Sala delle cento colonne, il Tripylon e il Tachara, il Palazzo Hadish, il Palazzo di Artaserse III, il Tesoro imperiale, le Scuderie reali e il Deposito dei cerri.

Il complesso di Persepoli si trova su una terrazza di 440×300 metri e rilevata di 14 metri sul livello del terreno circostante. La terrazza era a sua volta realizzata su quattro livelli.

Il lato est della terrazza è costituito dal Kuh-e Rahmat, nella cui parete sono scolpite le tombe reali che si affacciano sul sito. Gli altri tre lati sono formati da un muro di contenimento la cui altezza varia da 5 a 14 metri.

Sulla facciata sud, sono state trovate delle iscrizioni trilingue in scrittura cuneiforme. Il testo in lingua elamita, simile ad una iscrizione presente in un palazzo di Susa.

 

 

ATTRAZIONI

HOTEL

Lake Urmia

Urmieh

Urmia o Orumieh durante quasi tutto il periodo della dinastia Pahlavi e’ stato il capoluogo della Regione dell’Azarbaijan occidentale, nell’Iran nord-occidentale.

Si trova a un’altitudine di 1.330 m, a ovest del lago di Urmia. Aveva, nel 2006, 577.307 abitanti.

Storia

Urmia è una delle antiche città storiche dell’Iran con origini assire. Urmia è una parola assira che significa “Villaggio dell’Acqua” oppure “Culla d’Acqua“. Gli scavi delle antiche rovine nei pressi di Urmia portarono alla scoperta di utensili che risalgono al XX secolo a.C.

Inoltre, secondo documenti storici, la parte occidentale del Lago di Urmia è stata un centro focale per le nazioni preistoriche del continente, fatto evidenziato dalle numerose città in rovina sui colli, come Gouy Tapeh, 6 kilometri a sudest del lago, con un’antichità che compete con i più antichi monti della Mesopotamia, dell’Anatolia, e dell’altopiano iranico.

Alcuni storici sostengono che Urmia sia il luogo di nascita di Zoroastro, il fondatore del Zoroastrismo. La Columbia Encyclopedia menziona che Urmia era un villaggio importante nella regione durante il IX secolo.

L’affermazione che l’area sia il luogo di nascita di Zoroastro è un fatto molto contestato perché la maggior parte degli esperti concordano sulla nascita di Zoroastro nella parte orientale del mondo iranico), oppure che ospiti le tombe di uno o due dei sacerdoti zoroastriani (i “Re Magi“) che si presume si siano recati in pellegrinaggio a Betlemme per recare omaggio a Gesù Cristo indica comunque che la città era uno dei maggiori centri religiosi e culturali nei tempi antichi.

Gli Ottomani realizzarono diverse incursioni nella città, ma i Safavidi presto riguadagnarono il controllo sull’area. Il primo monarca della dinastia Qajar iraniana, Agha Muhammad Khan, è stato incoronato in Urmia nel 1795.

Infrastrutture e trasporti

A 15 km a nord della città, lungo la strada statale 11 in direzione di Salmas si trova l’Aeroporto di Urmia, uno scalo che opera voli su rotte nazionali.

Lingue e dialetti

Il dialetto dell’Assiro Neo-Aramaico, parlato anticamente nella città, è divenuto, dal 1836 la lingua letteraria standard per i testi Assiri.

Il lago di Urmia (persiano: دریاچه ارومیه) è un lago salato endoreico situato tra le regioni iraniane dell’Azerbaijan orientale e dell’Azerbaijan occidentale, a occidente del Mar Caspio. È il maggiore dei laghi interni dell’Iran, con una superficie di circa 5.200 km². Nel periodo di piena misura circa 140 km in lunghezza e 55 km in larghezza, ed ha una profondità massima di 16 m[1]. Presentava un’isola, ma il calo delle acque l’ha oggi unita alla terraferma; per lo stesso motivo sono sorte isole prima non esistenti.

 

Il lago prende il nome dalla città di Urmia, che in siriaco significava città dell’acqua. Fu rinominato lago Rezaiyeh (persiano دریاچه رضائیه) in onore di Reza Pahlavi nei primi anni 1930, ma riprese il vecchio nome negli anni 1970. In persiano antico il suo nome era Chichast. Era, con il lago di Van e il lago Sevan, uno dei cosiddetti mari dell’Armenia.

 

Il lago è punteggiato da più di cento piccole isole rocciose, dove fanno sosta diverse specie di uccelli migratori (fenicotteri, pellicani, spatole, ibis, cicogne, volpoche, avocette, cavalieri d’Italia, gabbiani). Sull’isola di Shahi è sepolto Hulagu Khan, nipote di Gengis Khan e conquistatore di Baghdad.

 

L’elevata salinità impedisce che nel lago vivano pesci. La maggior parte del lago è parco nazionale.

 

Il lago separa due delle più importanti città della regione, Tabriz e Urmia, perciò fin dagli anni 1970 fu avviato un progetto di costruzione di un ponte; il progetto, abbandonato dopo la rivoluzione iraniana, è stato ripreso recentemente.

 

A causa del tasso di evaporazione elevato (da 600 mm a 1.000 mm all’anno), il lago di Urmia è in continua fase di restringimento. Le sue acque sono considerate curative, specialmente contro i reumatismi.

 

Il lago di Urmia è stato dichiarato dall’UNESCO riserva della biosfera nel 1976.

ATTRAZIONI

HOTEL

Shiraz

Shiraz (in persiano: شیراز‎, Shīrāz), è una città dell’Iran, localizzata nella regione di Fars, situata ai piedi dei monti Zagros, a circa 1.500 metri di altitudine sopra il livello del mare.
Shiraz ha una popolazione di 1.324.055 persone ed è per dimensione la quinta del paese. Shiraz è stata la capitale della Persia durante la dinastia Zand dal 1750 al 1794, mentre durante la dinastia Qajar la capitale fu trasferita a Teheran.

Storia
Periodo preislamico

Basandosi sulle tradizioni antico-iraniche, fu in origine eretta da Tahmuras Diveband, ma cadde più tardi in rovina.
Il più antico esempio di vino del mondo, datante approssimativamente a 7.000 anni fa, è stato scoperto in giare nei dintorni di Shiraz.
In età achemenide, Shiraz si trovava lungo la via che univa Susa a Persepoli e Pasargade. Nello Shāhnāma di Ferdowsi si dice che Artabano V, l’Imperatore partico d’Iran, estese il proprio controllo su Shiraz. Ghasr-e Abu Nasr (che significa “il Palazzo di Abu Nasr”), di origine partica, è situato nella sua area. Durante l’età sasanide, Shiraz si trovava lungo la via che univa Bishapur e Gur a Istakhr.
Shiraz è stato un importante centro regionale sotto i Sassanidi.
Periodo islamico
La città divenne capitale regionale nel 693, dopo che gli invasori arabi avevano conquistato Istakhr, la vicina capitale sasanide. Quando Istakhr cominciò a declinare, Shiraz conobbe un’importante crescita sotto gli Arabi e le diverse dinastie locali.
I Buwayhidi (945 – 1055) la innalzarono a loro capitale, edificando moschee, palazzi, una biblioteca e un’ampia cinta muraria. Shiraz fu anche governata dai Selgiuchidi e dal Khwarazmshah prima della conquista mongola.
La città fu risparmiata dalla distruzione mongola quando i suoi governanti offrirono tributi e un totale atto di sottomissione a Genghis Khan. Shiraz fu ancora una volta risparmiata da Tamerlano quando nel 1382 il sovrano locale del momento, Shah Shoja, si rassegnò a sottomettersi all’invasore turco-mongolo.
Nel XIII secolo, Shiraz divenne un centro-guida nelle arti e nelle lettere, grazie all’incoraggiamento dei suoi governanti e alla presenza di numerosi studiosi e artisti persiani. Per questa ragione la città è ricordata dai geografici classici come la Dār al-ʿElm, la “Casa della Conoscenza”.
Fra i poeti, i mistici e i filosofi importanti nati a Shiraz si possono enumerare poeti come Sa’di e Hafez, il mistico Ruzbehan e il filosofo Mulla Sadra.
Il Bazar di Shiraz come fu visto da Jane Dieulafoy nel 1881
Ai primi dell’XI secolo, varie centinaia di migliaia di persone abitavano Shiraz.
Nel XIV secolo Shiraz era calata alla comunque rispettabile cifra di 60.000 abitanti.
Durante il XVI secolo aveva nuovamente circa 200.000 abitanti che tuttavia a metà del XVIII secolo erano nuovamente decresciuti alla cifra di 50.000.
Nel 1504 Shiraz fu conquistata dalle forze di Isma’il I, il fondatore della dinastia Safavide.Nel corso del periodo safavide (1501 – 1722) Shiraz rimase capitale provinciale e Emam Qoli Khan, il governatore del Fars sotto Shah Abbas I, costruì numerosi palazzi e abbellì edifici con lo stesso stile usato per costruire consimili edifici a Isfahan, la capitale dell’Impero safavide.
Dopo la caduta dei Safavidi, Shiraz soffrì un periodo di declino, reso anche peggiore dalle incursioni degli Afghani e dalla ribellione del suo governatore a Nader Shah. Quest’ultimo inviò truppe per sopprimere la rivolta. La città fu assediata per molti mesi e infine saccheggiata. Al tempo dell’assassinio di Nader Shah nel 1747 molti degli storici edifici della città furono danneggiati o distrutti, e la popolazione decrebbe fino a 50.000 abitanti, un quarto di quella del XVI secolo.
Shiraz ritornò preso alla sua prosperità sotto l’illuminato governo di Karim Khan Zand che la rese sua capitale nel 1762. Impiegando più di 12.000 operai, egli fece costruire un distretto reale con una fortezza, numerose costruzioni amministrative, una moschea e uno dei più eleganti bazar coperti dell’Iran.
Fu scavato un fossato attorno alla città, fu costruito un sistema d’irrigazione e di drenaggio e furono restaurate le mura urbane.
Tuttavia gli eredi di Karim Khan non riuscirono a conservare quelle realizzazioni. Quando Agha Mohammad Khan, il fondatore della Dinastia Qajar, giunse alla fine al potere, si prese la sua vendetta su Shiraz, distruggendo le fortificazioni della città e trasferendo la capitale nazionale a Tehran.
Sebbene avvilita al rango di capitale provinciale, Shiraz conservò un livello di prosperità come risultato della sua costante rilevanza commerciale lungo la via per il Golfo Persico e il governarla rimase una prerogativa reale durante il periodo cagiaro.
I suoi famosi giardini, gli edifici e le abitazioni residenziali, approntati e costruiti nel XIX secolo, contribuiscono all’attuale splendida immagine della città.
Il Giardino Eram
A Shiraz nacque il cofondatore della fede Bahá’í, il Bāb Sayyid ʿAli-Muhammad (1819–1850). Per questo motivo è considerata una città santa e luogo di pellegrinaggio dai seguaci di questo credo religioso, nato dall’Islam ma da esso strutturalmente differenziatosi profondamente, tanto da portare in Iran alla sua violenta persecuzione. Nel 1910 un pogrom del quartiere ebraico ebbe luogo a seguito delle false voci secondo cui gli ebrei avevano ritualmente assassinato una giovinetta musulmana. Nel corso del pogrom, 12 ebrei furono uccisi e circa 50 feriti, mentre 6.000 ebrei di Shiraz furono derubati di tutti i loro averi.
Il ruolo della città nel commercio è grandemente scemato con l’apertura delle ferrovie trans-iraniane negli anni trenta del XX secolo, mentre comunque i traffici si spostavano verso i porti del Khuzistan. Gran parte del retaggio architettonico di Shiraz, specialmente nel distretto reale degli Zand, è stato colpevolmente trascurato o distrutto come risultato dell’irresponsabile pianificazione urbanistica sotto la dinastia Pahlavi. Persa ogni rilevanza industriale, religiosa o strategica, Shiraz è diventata un centro solamente amministrativo, malgrado la sua popolazione sia notevolmente aumentata dalla Rivoluzione Islamica del 1979.

ATTRAZIONI

Qur’an Gate

Qur’an Gate, La Porta del Corano, ( persiano : دروازه قرآن Darvāzeh Corano) è una porta storica a nord di Shiraz, Iran.
Si trova all’ingresso nord-est della città , sulla strada per Marvdasht e Isfahan , tra Baba Kouhi e le montagne di Chehel Maqam vicino Allah -o – Akbar Gorge.
La Porta fu costruita durante il regno di ‘ Adud ad- Dawla, Al tempo della dinastia Zand.
La Porta, aveva subito un sacco di danni , così è stato restaurata e è stata aggiunta una piccola stanza in cima, in cui sono stati tenuti manoscritti del Corano di Sultan Ibrahim Bin Shahrukh Gurekani.
I due “Corani” sono noti come Hifdah – Man.
I viaggiatori passavano sotto le porte, perchè si credeva di ricevere la benedizione del Santo Libro prima di iniziare il loro viaggio da Shiraz o prima di partire dalla città.
Durante la dinastia Qajar , la porta è stata danneggiata da molteplici terremoti; fu poi restaurato da Mohammad Zaki Khan Nouri.
Nel 1937 i due Corani sono stati presi dalla porta e sono stati portati al Museo Pars a Shiraz, dove sono custoditi ancora oggi.
Nel 1949 l’ arco della porta è stata restaurata da Hosein Igar, un mercante noto anche come E’temad Al- Tejar .
Oggi le porte fanno parte di un parco cittadino dove è usanza, per i Shirazis fare picnic durante le loro ore di svago.

Persepolis

Persepoli fu una delle cinque capitali dell’Impero achemenide (le altre erano Babilonia, Ecbatana, Pasargadae e Susa). È situata a circa cinquanta chilometri a nord della attuale città di Shiraz nella regione di Fars dell’attuale Iran.
La costruzione iniziò nel 520 a.C. sotto Dario I e durò quasi settant’anni. Il complesso non fu tuttavia mai terminato a causa dell’invasione dell’impero achemenide da parte di Alessandro Magno. La città non fu mai una residenza permanente: il suo scopo era quello di ospitare le celebrazioni del nuovo anno, che avvenivano a marzo, solenni processioni composte dai rappresentanti dei paesi tributari. L’imponente architettura fungeva da impressionante spauracchio per coloro che visitavano la città.
Nonostante sia stata abitata per oltre due secoli, le scalinate, i parapetti e i pavimenti non mostrano alcun segno di usura, e gli utensili di pietra dei palazzi sembrano non essere mai stati usati. Molti pannelli preparati per ospitare iscrizioni regali rimasero vuoti, tutto questo senza alcuna apparente spiegazione. Parsa è il sito archeologico più importante dei quattro che troviamo nella zona. I suoi palazzi si ergono su una piattaforma alta più di 12 metri e vasta 133.000 m². Nove grandi strutture occupano la lunghezza oltre 420 metri e la larghezza di oltre 300 metri della piattaforma. L’odierno sito comprende una zona residenziale, un villaggio, una struttura a torre e un gruppo di tombe. Secondo fonti greche ai piedi della piattaforma, separati da un fossato e all’interno di una doppia cinta muraria si trovavano le residenze degli aristocratici, dei funzionari di corte, gli alloggi della servitù e dei soldati, praticamente la città stessa.
Dall’accesso principale alla piattaforma, “La Porta delle Nazioni”, un’antica strada tuttora visibile conduceva a nord e poi a est attorno al monte della Misericordia. Il complesso sorgeva alle pendici dei monti nel Fars meridionale, Iran.
Il primo europeo a descrivere il sito fu l’ambasciatore veneziano Giosaphat Barbaro nel 1473, dopodiché molti altri viaggiatori vi si fermarono nei secoli successivi per ammirarne le rovine. Uno studio condotto scientificamente, tuttavia, non fu intrapreso fino agli anni 1930, quando l’Istituto Orientale dell’Università di Chicago incaricò il professore tedesco Ernst Herzfeld di iniziare uno scavo accurato, completato poi da Erich Schmidt.
Oggi si ritiene che Persepoli sia stata progettata come complesso unitario, vista la coerenza architettonica delle costruzioni, da Dario I tra il 519 e il 515 a.C. Sviluppata nei settant’anni successivi, fu poi ampliata ulteriormente da Serse e da Artaserse I all’inizio del IV secolo a.C. diventando forse il più imponente complesso urbano del mondo.
Le magnifiche rovine di Persepoli giacciono ai piedi del monte Kuh-e Rahmat, 50 km a nord di Shiraz. Sulla montagna sorgevano la cittadella e le residenze dei corpi di guardia, mentre alle pendici, opportunamente spianate, si trova il principale complesso di palazzi, che aveva funzioni di rappresentanza e di cerimonia, ai piedi della piattaforma la città stessa cinta da mura.

Il Castello di Karim Khan

Il Castello di Karim Khan ( persiano : ارگ کریم خان Arg -e Karim Khan) è una cittadella situata a nord- est di Shiraz , nel sud dell’Iran.
E’ stato costruito come parte di un complesso, durante la dinastia Zand e prende il nome di Karim Khan.
Il castello, servì come sua abitazione e assomiglia ad una fortezza medievale.
In passato, a volte la cittadella, è stato utilizzato come prigione.
Oggi è un museo gestito da Beni Culturali Organizzazione iraniana.
Il castello di Karim Khan è anche conosciuto come Arge Karim Khan e la Cittadella di Karim Khan.
Arg e Karim Khan è stato costruito nel 1180 AH ( 1766-7 ).
Karim Khan invitò i migliori architetti e artisti del tempo e comprò i migliori materiali da altre città e all’estero, per la costruzione della cittadella di Karim Khan, che rapidamente fu costruita.
Durante la dinastia Zand è stata utilizzato dal re come abitazione.
Durante il periodo Qajar fu utilizzato come sede del governatore.
Il principe Abdolhosein Mirza Farmanfarma , governatore della provincia di Fars , ordinò di ristrutturare le miniature nella cittadella.
Dopo la caduta della dinastia Qajar fu trasformato in una prigione e le pitture sono state intonacate.
Nel 1971 è diventata Patrimonio Culturale dell’Organizzazione iraniana, e nel 1977 inziò la ristrutturazione della cittadella.

La Moschea di Nasir Molk

La Moschea di Nasir Molk ( persiano : مسجد نصیر الملک – Masjed e Nasir ol Molk ) , conosciuta anche come la Moschea Rosa , è una tradizionale moschea di Shiraz.
Si trova nel distretto di Gowad – e- Araban , nei pressi di Sah Čerāq Moschea .
La moschea include un enorme numero di vetri colorati nella sua facciata. Prende il nome nella cultura popolare come la Moschea Rosa , grazie all’utilizzo di notevoli piastrelle di colore rosa per il suo design d’interni .
La moschea è stata costruita in epoca Qajar , ed è ancora in uso sotto protezione della Endowment Foundation di Nasir ol Molk.
Fu costruita 1876-1888 , per ordine di Mírzá Hasan Ali ( Nasir ol Molk ).
Il Restauro, la protezione e manutenzione di questo monumento è seguito dalla Fondazione Endowment di Nasir ol Molk.
Questa fondazione è uno delle più grandi nella provincia di Fars , ed è sotto l’amministrazione del signor Mahmud Qavam.
La fondazione dedica attivamente la maggior parte del suo reddito annuo verso la nutrizione dei poveri durante e dopo le cerimonie religiose di Moharram e Safar, e verso la ristrutturazione e la manutenzione della moschea.

Vakil Bazaar

Vakil Bazaar ( persiano : بازار وکیل ) è il bazar principale di Shiraz, situato nel centro storico della città.
Si pensa che il mercato in origine fosse stato istituito dalla dinastia Buyid nel 11 ° secolo dC, e completato dai Atabaks di Fars, e solo successivamente ribattezzato Karim Khan Zand (18 ° secolo) .
l Bazar ha bellissimi cortili , caravanserragli , case da bagno, e vecchie botteghe che sono ritenuti tra i migliori posti a Shiraz per acquistare tutti i tipi di tappeti persiani, spezie , artigianato in rame e oggetti d’antiquariato.
Come altri bazar mediorientali ci sono alcune moschee e Imamzadehs costruiti adiacenti o dietro il Bazaar.

Pasargade

Pasargade (in latino Pasargadae, in persiano: پاسارگاد) è una città dell’antica Persia; il sito archeologico è stato inserito nel 2004 nell’elenco dei Patrimoni dell’umanità dell’UNESCO. Secondo alcune tavolette con iscrizioni in cuneiforme ritrovate nella vicina Persepoli, il nome originale della città era Batrakataš; il nome odierno deriva dalla traslitterazione in greco antico del toponimo in antico farsi Pâthragâda, il cui significato è incerto.
L’odierno sito archeologico si estende su di una superficie di 1.6 chilometri quadrati ed al suo interno include una struttura comunemente creduta essere il mausoleo di Ciro, la fortezza di Toll-e Takht (situata sulla cima di una collina), e le rovine di due palazzi reali con i loro giardini, uno dei primi esempi di giardino persiano che la storia registri. Recenti ricerche hanno mostrato come le fondamenta degli edifici di Pasargadae fossero state progettate per resistere ad un terremoto che oggi sarebbe classificato come di settima magnitudo nella scala Richter.
Il monumento più famoso di Pasargade è la tomba di Ciro il Grande. Essa è costruita su sei alti gradini che conducono alla sepoltura vera e propria, la cui camera è lunga 3.17 metri e larga 2.11 ed ha un’entrata bassa e stretta. Benché non ci siano prove certe per l’identificazione della tomba con quella di Ciro II di Persia, gli antichi storici greci riportarono che questa era la convinzione di Alessandro Magno, il quale rese omaggio al mausoleo dopo il saccheggio e la distruzione di Persepoli. Flavio Arriano riporta nel II secolo d.C. (quindi molto dopo la morte di Alessandro Magno) che il macedone ordinò ad Aristobulo, uno dei suoi luogotenenti, di entrare nell’edificio; qui egli trovò un letto d’oro, una tavola apparecchiata, una bara dorata, alcuni paramenti ornati di pietre preziose ed un’iscrizione. Oggi non è visibile alcuna iscrizione e vi è un certo disaccordo sull’esatta interpretazione del testo.
Durante la Conquista islamica della Persia, quando l’esercito arabo si trovò di fronte alla tomba decise di distruggerla, poiché essa era considerata in contrasto con i principi dell’Islam. L’edificio si salvò grazie al fatto che i suoi guardiani riuscirono a convincere il comandante dell’esercito che la tomba non era stata costruita in onore di Ciro il Grande, bensì della madre del re Salomone. Come risultato di ciò l’iscrizione venne cambiata con un versetto del Corano e la costruzione stessa venne conosciuta in seguito come “Qabr-e Madar-e Sulaiman”, cioè la tomba della madre di Salomone, nome ampiamente diffuso ancor oggi.
A partire dalla metà degli anni novanta del XX secolo vi è stata una sempre maggior preoccupazione legata alla proposta di costruire una diga presso la vicina città di Sivand. La localizzazione del progetto, posta fra le rovine di Persepoli e di Pasargade, ha fatto temere ad un gran numero di archeologi e di iraniani che il lago artificiale che si sarebbe venuto a creare avrebbe inondato le rovine di questi due siti archeologici, problema ritenuto ancor maggiore per Pasargadae a causa della sua posizione geografica. Gli scienziati coinvolti nel progetto al contrario sostengono che non vi saranno problemi di questo tipo poiché i due siti si trovano ben al di sopra della linea costiera del lago.
La preoccupazione maggiore da parte degli archeologi consiste nell’effetto dell’umidità dell’aria, che inevitabilmente sarà incrementata dalla presenza del lago. Benché gli esperti del Ministero dell’Energia iraniano sostengano che questo aumento sarà compensato dal controllo del livello dell’acqua del lago, tutti concordano nel dire che l’accresciuta umidità provocherà un aumento nel deterioramento delle rovine di Pasargade.
Il 19 aprile 2007 ha avuto inizio la costruzione della diga.

Museo Pars

Il Museo Pars è un museo a Shiraz e si trova a Nazar Garden .
L’ edificio ottagonale era il luogo in cui gli ospiti reali furono ospitati durante la dinastia Zand dell’Iran. E ‘stato utilizzato, anche, per lo svolgimento di cerimonie ufficiali, inoltre è anche il luogo di sepoltura di Karim Khan Zand.

Giardino Eram

Il giardino Eram è un giardino persiano situato a Shiraz, in Iran.
Detto in lingua madre “باغ ارم” (giardino del paradiso), è un vasto giardino concepito durante il XX secolo che ospita al suo interno un palazzo, costruito nell’era Qajar da Mirza Ibrahim Khan. Il complesso fu utilizzato dall’lite feudale e dai capi della provincia di Fars, poi divenne di proprietà dei reali dell’Iran.
Il complesso passò sotto la protezione dell’università di Shiraz durante il periodo di governo della Dinastia Pahlavi e fu utilizzato come scuola di Diritto, diretta da Arthur Pope e Richard Nelson Frye.
Ad oggi è di proprietà dell’università ed è aperto al pubblico come museo, protetto dall’Iranian Cultural Heritage Organization.

HOTEL

Chamran Hotel

Il Grand Hotel Chamran è situato nel quartiere più bello di Shiraz. Circondato dai bellissimi giardini di Ghasrodasht.
Questo hotel di lussuoso utilizza dispositivi moderni e la miglior tecnologia per soddisfare le esigenze del cliente in modo da rendere il soggiorno piacevole e divertente.

Chamran Grand Hotel comprende:
250 camere e suite dotate di tv, servizio in camera, Mini Bar, sistema di riscaldamento e raffreddamento, caffetteria, lavanderia, negozi e servizio taxi.

Homa Hotel

L’ Homa Hotel è situato vicino al parco Azadi, il più grande parco a Shiraz e offre una splendida vista sul campo da tennis adiacente e sulla montagna. Un paradiso di pace dove si può veramente trovare se stessi.
La magnifica facciata ornamentale del Homa Hotel lascia il posto a una sala calorosamente invitante decorata con fiori freschi e comodi posti a sedere.
232 eleganti camere e suite offrono al viaggiatore esigente il massimo del comfort e del lusso.
Una varietà di ristoranti progettati per stuzzicare tutti i gusti.
Una delle strutture per conferenze più belle e funzionali e più grande della città.
E ‘la sede definitiva per conferenze, convegni e occasioni sociali.
Un Centro Fitness con una vasta gamma di attrezzature e impianti.

Pars Hotel

Pars Hotel International è uno degli hotel di lusso, che si trova sulla Karimkhan Zand Avenue, a soli 20 minuti dall’aeroporto, 45 minuti a Persepoli , 10 minuti per Sadi e dal complesso Karimkhan Zand e a 5 minuti da hafiz.
Pars hotel internazionale ha due torri , offre 188 camere, tra cui 27 suite e 2 appartamenti .
Tutte le camere sono dotate di TV sat , telefono, internet wireless, cassaforte , aria centrale condizionata.

Persepolis Hotel

Persepolis International Hotel, situato nel centro di Shiraz.
Persepolis International Hotel è composto da sette piani, che comprende 104 camere, Suite, Royal Suite e appartamenti.
Servizi:
Ristorante, coffee shop e caffetteria 24 ore al giorno, vari negozi, 2 sale conferenze per seminari, conferenze, forum e incontri.
Un complesso sportivo che comprende: Sauna, Jacuzzi, piscina, palestra, sala da biliardo e parrucchiere. Nel livello inferiore della struttura, il parcheggio coperto.

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Shushtar

Shushtar è una città e il capoluogo della contea di Shushtar, Khūzestān, l’Iran. Al censimento del 2016, la sua popolazione era 192.028. Shushtar è una città antica fortezza, a circa 92 km di distanza dal Ahvaz, al centro della provincia. Gran parte del suo passato produttività agricola deriva dal sistema di irrigazione, che centrata sul Band-e Kaisar, il primo ponte diga in Iran.
Nei tempi elamiti Shushtar era conosciuto come Adamdun. Nei tempi achemenidi il suo nome era Šurkutir. Il nome moderno, Shushtar, è collegato con il nome di un’altra città antica, Susa (o Shush, nella pronuncia persiano), e significa “maggiore (o migliore) di Shush.” Durante l’epoca sassanide, era una città-isola sul fiume Karun e selezionato per diventare la capitale estiva. Il fiume è stato incanalato in modo da formare un fossato intorno alla città, mentre ponti e principali porte nella Shushtar sono stati costruiti a est, ovest e sud. Diversi fiumi vicini sono favorevoli all’estensione del settore agricolo; la coltivazione della canna da zucchero, la coltura principale, risale al 226. Un sistema di canali sotterranei chiamato Ghanats, che collegava il fiume ai serbatoi privati ​​di case ed edifici, acqua fornita per uso domestico e per l’irrigazione, così come per memorizzare e fornire acqua durante i periodi di guerra quando le porte principali sono stati chiusi. Tracce di queste ghanats possono ancora essere trovati nelle cripte di alcune case. Le antiche mura della fortezza sono stati distrutti alla fine del periodo safavide.

La Band-e Kaisar ( “diga di Cesare”) è ritenuto da alcuni di essere un romano costruito ponte ad arco e la prima nel paese di combinarlo con una diga. Quando il sassanide scià Shapur I sconfisse l’imperatore romano Valeriano, si dice di aver ordinato ai soldati romani in cattività per costruire un grande ponte e la diga si estende per 500 metri.  Trovandosi in profondità nel territorio persiano, la struttura che espone tipiche tecniche di costruzione romana è diventato il ponte romano più orientale e la diga romana. Il suo design a doppio scopo esercitò una profonda influenza su di ingegneria civile iraniana ed è stato determinante per lo sviluppo di tecniche di gestione dell’acqua sassanidi. La diga della lunghezza di circa 500 m di overflow il Karun, più ricchi del fiume dell’Iran, è stata la struttura di base del sistema idraulico Shushtar storico, un grande complesso di irrigazione da cui Shushtar deriva la sua produttività agricola, e che è stato designato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 2009.  La sovrastruttura arcuato trasportato attraverso l’importante strada tra Pasargade e la capitale sasanide. Molte volte riparati nel periodo islamico,  il ponte della diga è caduto in disuso nel tardo 19 ° secolo, che porta alla degenerazione del complesso sistema di irrigazione.  La gente e la cultura artigianato Shushtar La gente di Shushtar, chiamati Shushtaris, mantengono un patrimonio culturale unico che risale a tempi antichi, e un dialetto persiano distinti per il loro gruppo.  Il dialetto Shoushtari è parlato in Shushtar ed è un dialetto di persiano.  1973, la dinastia Pahlavi avviato gli sforzi per rivitalizzare l’economia di Shushtar, che era rimasto fermo poiché il peggioramento dei corsi d’acqua nel 19 ° secolo, e di sviluppare ulteriormente le risorse agricole della provincia. Il Karun Agro-Industries Corporation ha costruito una città satellite attraverso il fiume dalla città vecchia, chiamandolo Shushtar Città Nuova. Lo scopo principale di questo nuovo sviluppo è stato quello di ospitare i dipendenti di un mulino zucchero di canna nelle vicinanze, mentre anche l’intenzione di stimolare l’interesse per la città vecchia e per fornire alloggi supplementari necessarie per ospitare la crescita industriale in provincia. Shushtar ha un caldo clima semi-arido con estati molto calde e inverni miti. La pioggia è più elevato rispetto alla maggior parte di sud dell’Iran, ma è quasi confinata esclusivamente al periodo da novembre ad aprile, anche se in occasioni può superare i 250 millimetri al mese o 600 millimetri  all’anno.

ATTRAZIONI

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Choqa Zanbil

Susa

Sush era un’antica città del proto-elamita, Elamite, primo impero persiano, seleucide e Parthian imperi dell’Iran, e una delle più importanti città del Vicino Oriente antico. La moderna città iraniana di Shush si trova sul sito dell’antica Susa. Shush è la capitale amministrativa della Provincia di Shush della provincia di Khuzestan iraniano. Aveva una popolazione di 64.960 nel 2005. Susa è stata una delle più importanti città del Vicino Oriente antico. Nella letteratura storica, Susa appare nei primissimi documenti sumeri: per esempio, è descritto come uno dei luoghi obbedienti a Inanna, divinità patrona di Uruk, in Enmerkar e il Signore di Aratta. Stabilimento iniziale – Gli archeologi hanno datato le prime tracce di un villaggio neolitico abitato di 7000 Ac. La prova di una civiltà dipinti a ceramiche è stato datato al 5000 Ac. vasi in ceramica dipinta da Susa nel primo  stile sono una versione in ritardo, regionale della tradizione ceramica mesopotamica Ubaid che si diffondono in tutto il Vicino Oriente durante il V millennio aC . Nella storia urbana, Susa è uno dei più antichi insediamenti conosciuti della regione. Sulla base di C14, la fondazione di un insediamento è avvenuto già nel 4395 aC (data radio-carbonio calibrata). A questo punto era già molto grande per il momento, circa 15 ettari. La fondazione di Susa in corrispondenza con l’abbandono dei villaggi vicini. Potts suggerisce che l’insediamento potrebbe essere stata fondata per cercare di ristabilire l’insediamento precedentemente distrutto Chogha Mish. In precedenza, Chogha Mish è stato anche un grande insediamento, ed è caratterizzato da una piattaforma di enorme simile che è stato poi costruito a Susa. Un altro importante insediamento nella zona è Chogha Bonut, che è stato scoperto nel 1976.

Susa I è stata risolta prima oltre 6000 anni fa, i suoi abitanti eressero un tempio su una piattaforma monumentale che è aumentato sopra il piatto paesaggio circostante. L’eccezionalità del sito è ancora oggi riconoscibile nel l’arte dei vasi in ceramica che sono stati collocati come offerte a un migliaio o più tombe vicino alla base della piattaforma del tempio. Più antico insediamento di Susa è conosciuto come periodo di Susa I (c. 4200-3900 aC). Due insediamenti nominati dagli archeologi Acropolis (7 ettari) e Apadana (6,3 ha), più successivamente si fondono per formare Susa corretta (18 ettari). Apadana era circondato da 6m pareti spesse di terra battuta (questo posto particolare è chiamato Apadana perché contiene anche una struttura tardo achemenide di questo tipo). Calice e coppa, l’Iran, lo stile di Susa I, 4 ° millennio aC – periodo Ubaid; calice altezza c. 12 cm; Sèvres – Cité de la Céramique, Francia Quasi duemila vasi di stile Susa mi sono stati recuperati dal cimitero maggior parte di loro ora al Louvre. I vasi trovati sono testimonianza eloquente le realizzazioni artistiche e tecniche dei loro creatori, e tengono indizi circa l’organizzazione della società che li ha commissionato. Stile Susa ero molto un prodotto del passato e di influenze provenienti da industrie ceramiche contemporanee nelle montagne dell’Iran occidentale. La ricorrenza in stretta associazione delle navi di tre tipi: un calice potabile o becher, un piatto di portata, e un piccolo vaso-implica il consumo di tre tipi di cibo, apparentemente ritenuta necessaria per la vita nell’aldilà come in questo. Ceramiche di queste forme, che sono stati dipinti, costituiscono una gran parte delle navi dal cimitero. Altri sono grossolani cucina di tipo vasi e ciotole con bande semplici dipinte su di loro e sono stati probabilmente i corredi dei siti dei cittadini più umili così come gli adolescenti e, forse, i bambini. La ceramica è accuratamente fatto a mano. Anche se una ruota lenta può essere impiegato, l’asimmetria dei vasi e l’irregolarità del disegno di linee che circondano e bande indicano che la maggior parte del lavoro è stato fatto a mano libera, metallurgia del rame è attestata anche in questo periodo, che era contemporaneo con metallo in alcuni siti iraniani dell’altopiano quali Tepe Sialk.

Susa II e Uruk influenza busta globulare con i gettoni di contabilità. Clay, periodo di Uruk (c. 3500 aC). Dal raccontano l’Acropoli di Susa. Il Louvre Susa rientrava nella sfera culturale Uruk durante il periodo di Uruk. Un’imitazione di tutto l’apparato dello stato di Uruk, proto-scrittura, sigilli cilindrici con motivi sumerici e architettura monumentale, si trova a Susa. Secondo alcuni studiosi, Susa potrebbe essere stato una colonia di Uruk. Ci sono alcune controversie circa la periodizzazione comparativa di Susa e Uruk in questo momento, così come circa l’entità di Uruk influenza a Susa. Recenti ricerche indicano che primo periodo Uruk corrisponde al periodo di Susa II. Sostengono che l’influenza dalla altopiano iraniano zona Khuzestan a Susa è stato più significativo al primo periodo, e ha continuato in seguito. Così, Susa unito l’influenza delle due culture, dalla altopiano e dalla pianura alluvionali. Inoltre, Potts sottolinea il fatto che i sistemi di scrittura e numerici di Uruk non erano semplicemente prestito a Susa all’ingrosso. Piuttosto, solo prestiti parziale e selettiva avvenuto, che è stato adattato alle esigenze di Susa. Nonostante il fatto che Uruk era di gran lunga più grande di Susa, al momento, Susa non era la sua colonia, ma ancora mantenuto una certa indipendenza per lungo tempo, secondo Potts. Alcuni studiosi ritengono che Susa faceva parte della maggiore cultura di Uruk. Holly Pittman, uno storico dell’arte presso l’Università della Pennsylvania a Philadelphia, dice, “essi [Susanians] partecipano interamente in un modo Uruk di vita che non sono culturalmente distinti;. La cultura materiale di Susa è una variazione regionale che sul mesopotamica plain”. Gilbert Stein, direttore della University of Oriental Institute di Chicago, dice che “Un’espansione una volta pensato di essere durato meno di 200 anni ora a quanto pare è andato avanti per 700 anni. E’ difficile pensare a qualsiasi sistema coloniale che dura così a lungo. La diffusione delle materiale Uruk non è prova di Uruk dominio, ma potrebbe essere scelta locale”.

Susa III (3100-2700 aC) è anche conosciuto come il periodo di ‘proto-elamitica’.  In questo momento, periodo Banesh ceramica è predominante. Questo è anche quando le compresse proto-Elamite primo apparire nel record. Successivamente, Susa divenne il centro di Elam civiltà. Ambiguo riferimento alla Elam appaiono anche in questo periodo in documenti sumeri. Susa entra nella storia durante il periodo dinastico di Sumer. Una battaglia tra Kish e Susa è registrato nel 2700 aC. Elamiti. Nel periodo sumero, Susa era la capitale di uno stato chiamato Susiana, che occupava circa lo stesso territorio della moderna Khūzestān centrata sul fiume Karun. Controllo di Susiana spostata tra Elam, Sumer e Accad. Susiana è a volte scambiato come sinonimo di Elam, ma, secondo Vallat, si trattava di un soggetto culturale e politica distinta. Susiana è stata incorporata da Sargon il Grande nel suo impero accadico in circa 2330 aC. Kutik-inshushinak  coppa d’argento da Marvdasht, l’Iran, con iscrizione lineare elamita dal momento della kutik-inshushinak. Museo Nazionale dell’Iran Susa era la capitale di una provincia accadico fino ca. 2100 aC, quando il suo governatore, kutik-inshushinak, si ribellò e ne ha fatto uno stato indipendente e di un centro letterario. Inoltre, è stato l’ultimo della dinastia Awan secondo il kinglist Susa. Ha unificato i territori limitrofi ed è diventato il re di Elam. Ha incoraggiato l’uso della scrittura Lineare Elamita, che rimane indecifrata. La città è stata successivamente conquistata dalla dinastia neo-sumero Ur-III e tenuto fino Ur finalmente crollato per mano degli Elamiti sotto Kindattu in ca. 2004 aC. In questo momento, Susa è diventata una capitale Elamita sotto la dinastia Epartid

Intorno al 1500 aC, il periodo Medio Elamita iniziata con l’aumento delle dinastie Anshanite. La loro regola è stata caratterizzata da un “Elamisation” di Susa, dei re ha preso il titolo di “re di Anshan e Susa”. Mentre, in precedenza, la lingua accadica è stato spesso usato nelle iscrizioni, i re successivi, come la dinastia Igihalkid di c. 1400 aC, cercato di utilizzare Elamite. Così, la lingua e la cultura elamitica sono cresciuti in importanza nel Susiana.  Questo era anche il periodo in cui è stato imposto il pantheon elamita in Susiana. Questa politica raggiunse il suo apice con la costruzione del complesso politico e religioso a Chogha Zanbil, a 30 km (19 miglia) a sud-est di Susa. In ca. 1175 aC, gli Elamiti sotto Shutruk-Nakhunte I saccheggiato la stele originale recante il Codice di Hammurabi, leggi prima nota scritta del mondo, e si dirige a Susa. Gli archeologi hanno trovato nel 1901. Nabucodonosor I dell’impero babilonese saccheggiato Susa circa cinquanta anni dopo. Neo-assiri: Battaglia di Susa brutale campagna di Assurbanipal contro Susa nel 647 aC viene registrato in questo rilievo. Fiamme si alzano dalla città come soldati assiri rovesciare con picconi e piedi di porco e portano via il bottino. Nel 647 aC, il re neo-assiro Assurbanipal raso al suolo la città durante una guerra in cui gli abitanti di Susa hanno partecipato sul lato opposto. Una tavoletta portato alla luce nel 1854 da Austen Henry Layard a Ninive rivela Assurbanipal come un “vendicatore”, in cerca di vendetta per le umiliazioni che i elamiti avevano inflitte ai Mesopotamia nel corso dei secoli: “Susa, la grande città santa, dimora dei loro dèi, sede dei loro misteri, ho conquistato. I suoi palazzi entrato, ho aperto i loro tesori, dove sono stati ammassati argento e oro, beni e la ricchezza. Io distrutto la ziggurat di Susa, ho rotto le corna di rame brillano ho ridotto i templi di Elam sventati, i loro dei e dee sono sparsi al vento le tombe dei loro re antichi e recenti che hanno devastato, ho esposti al sole, e ho portato via le loro ossa. verso la terra di Assur. i devastato le province di Elam e, sulle loro terre, ho seminato il sale. Regola assira di Susa è iniziata nel 647 aC ed è durato fino cattura mediana di Susa nel 617 aC.

ATTRAZIONI

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Tabriz

Tabriz (persiano: تبریز, Azero:Təbriz/تبریز) è la più grande città dell’Iran nord-occidentale, con una popolazione di quasi 1.400.000 abitanti.
È situata a nord dei monti Sahand, a 1.350 m s.l.m., e a sud dei monti Eynali. È il capoluogo della regione dell’Azarbaijan orientale e della provincia di Tabriz.
Non ci sono fonti storiche certe circa la fondazione della città. La maggior parte di esse la collocano nell’era sasanide, mentre altre affermano che i primi insediamenti risalgano ancora più indietro nella storia. Dopo l’occupazione turca selgiuchide, di asia centrale in iran, Tabriz divenne capitale dell’Impero ilkhanide dal 1270 al 1305, della dinastia degli Ak Koyunlu dal 1469 al 1502 e dei Safavidi dal 1502 al 1548. Atropat, cittadino di terra di media, comandante iraniano dei Medi nell’impero achemenide di dario e poi di Alexander, trasferì capitale dei Medi, nel 4 BC, da Ekbatan a un’altra citta’ vicino a Tabriz. nel 1270 AD, il bazar coperto di tabriz, che era costruito dai seljuchidi XI sec, divenne il centro commerciale di tabriz e del mondo nonche il capitale della dinastia ikhanidi dell’impero di changhiz khan e marcopolo lo nomina come tauris una città nobile e grande.
La storia dei Medi (Mada) parla della conquista degli Assiri, con Sargon II nell’VIII BC, del grande castello (o fortezza) di Taurui (Tauris), del impero del popolo di manna (mannea), corrispondente alla Tabriz odierna. e poi questa città veniva chiamata, anche dagli Europei, Tauris. e, in vari periodi anche Tarmakis-Tarmis-Tarbiz.
A testimonianza della storia secolare della città è rimasto ben poco, tuttavia Tabriz conserva alcuni luoghi ed edifici antichi di indubbio fascino ed interesse. Fra questi ricordiamo la Moschea di Kabud o “Moschea blu” costruita nel 1465 e il gran bazar, uno dei più estesi e antichi dell’area mediorientale, citato da Marco Polo nel suo libro Il Milione.

ATTRAZIONI

Moschea Kabud

La moschea Kabud (la maschea blu), è uno dei capolavori architettonici dell’epoca islamica, situata a Tabriz.
La moschea viene chiamata anche come la moschea Gooy (che ha lo stesso significato di blu nella lingua Azari), La moschea Shahjahan ( il re del mondo), Emarat, la moschea Mozaffariye.
Il re della dinastia Kara Koyunlu, Jahan Shah, fornì tutte le spese della costruzione della moschea.
Si dice, però, che a osservare le fasi dell’edificazione, fosse stata sua moglie Jan Beigom Khatoon, oppure sua figlia, Salehe.
Nelle iscrizioni esistenti sulle parete di questo monumento si legge che la moschea fu edificata nel 870 dell’egira.
L’impero di Jahan Shah, era così vasto da comprendere la maggior parte del moderno Iran, l’Azerbajan e la Turchia.
Jahan Shah fu ucciso da Uzun Hasan ( sovrano di Ak Koyunlu ) e sepolto sotto la parte meridionale della moschea .
Si ritiene che la costruzione moschea sia un monumento per il ricordo delle vittorie di Jahan Shah.
Questo sarebbe il motivo per cui i versetti del Corano di cui Al- Fath sono scritti intorno all’entrata della moschea.
Purtroppo, la moschea venne distrutta nel terremoto del 1193 dell’egira di Tabriz.
Il tetto crollò e le pareti caddero.
Tuttavia, ciò che è rimasto di questo monumento, è ancora spettacolare e magnifico.
La combinazione di piastrelle smaltate turchesi e mattoni hanno fatto assumere l’appellativo di “Turchese dell’Islam”.
In passato, il monumento era un complesso che comprendeva: Una scuola, una moschea, una biblioteca.
Purtroppo, oggi di questo complesso non è rimasto niente, eccetto una parte della moschea la quale è stata restaurata.

Bazar di Tabriz

Il Bazar di Tabriz (بازار تبریز, Bāzār Tabriz), mercato della città iraniana di Tabriz, è fin dall’antichità uno dei principali luoghi di commercio del Medio Oriente, situato lungo la storica Via della seta, ed il più grande bazar coperto al mondo.
Secondo gli storici la costruzione di questo mercato iniziò circa 1000 anni fa, ma buona parte dell’attuale struttura risale al XV secolo.
L’enorme complesso comprende circa 35 km di passaggi coperti, con più di 7000 negozi, 24 caravanserragli e 28 moschee.
L’attività principale all’interno del bazar è la manifattura dei tappeti, ma è rinomato anche per la lavorazione degli argenti e dei gioielli.

Torre Antincendio di Tabriz

La torre antincendio di Tabriz , ( anche Torre Yangin  ; persiano : برج آتش نشانی , Azero : يانگين کوله سی ),
è alta 23 metri ed è stato costruita nel 1917.
Lo scopo della costruzione dell’edificio era quella di utilizzarla per avvistare e indagare sui vari incendi, sviluppati all’interno della città in quel periodo.
Un osservatore, di vedetta, in cima alla torre, doveva  rimaneva per 24 a guardare la città e in caso di segnali certi avvisava i pompieri e l’inviava sul luogo dell’incendio.
La stazione antincendio di Tabriz, fu la prima stazione antincendio in Iran, è stato costruita grazie agli aiuti e ai finanziamenti dell’imperatore russo.

La moschea Saheb-ol-Amr

La moschea Saheb ol Amr (Persiano: مسجد صاحب الامر – Masjid-e Saheb olo Amr) è situata sul lato est di piazza Saaheb Aabaad a Tabriz.
La moschea è stata inizialmente costruita nel 1636 e ha una storia di distruzione e riparazione.
La moschea è stata originariamente costruita nel 1636 dal re safavide Tahmasp I, sul lato est di piazza Saaheb Aabaad.
Tuttavia l’edificio fu distrutto dal sovrano ottomano Murad IV dopo aver invaso Tabriz nel 1638.
Una volta, che le truppe persiane ripresero, nuovamente, il controllo sulla città, la moschea fu ricostruita ma subì gravi danni a causa di un terremoto che ha colpito la città subito dopo.
Di conseguenza, tutta la piazza e la moschea fu ricostruita e questo compito fu realizzato da Goli Khan Danbali.
A favore del popolo, la moschea è stata soprannominata olo Saheb Amr, in onore dell’ultimo capo sciita Imam, Muhammad al-Mahdi.
Nel 1850 , Mirza Ali Akbar Khan, che fu l’interprete del consolato russo, ricostruì alcune altre parti della cupola , e aggiunse al corridoio degli specchi. La scuola è stata costruita difronte alla cupola.

La torre Sa’at

La torre Sa’at noto anche come Palazzo comunale di Tabriz, è la sede del governo municipale di Tabriz.
E’ stato costruito nel 1934 come ufficio centrale di Tabriz.
Dopo la seconda guerra mondiale fu utilizzata dal Partito Democratico dell’ Azerbaigian come un ufficio governativo.
Quando le truppe iraniane ripreso il controllo di Tabriz, nel 1947, l’edificio fu di nuovo utilizzato come sede degli uffici comunali, funzione che svolge ancora oggi.
Negli anni 1990, nel tentativo di installare un ascensore, uno dei cortili del Saat è stato danneggiato.
La cupola in cima alla torre di Saat è stato ricostruita nel 2008 con un nuovo colore, cachi, in fibra di vetro al posto della cupola color argento originale.
Dal 2007, parte dell’edificio ospita il Museo Civico.
Negli ultimi anni parti dell’edificio sono decorate in funzione del museo.
Il museo comprende mappe storiche e le foto di Tabriz. Ci sono esposti anche alcuni pezzi d’antiquariato come le prime vetture di taxi e i vecchi binari antincendio.

Ghari Bridge

Ghari o Qari Bridge, nella realtà sono due ponti, di pietra, storici sulla strada Mehran sul fiume Quri.
A causa della loro età , attualmente entrambi i ponti sono stati chiusi al traffico.
Secondo alcuni studiosi, c’era un vecchio ponte con lo stesso nome nella stessa posizione sul fiume , che è stato distrutto durante la costruzione di questi due ponti.
Ghari significa carro in Persiano. L’origine di questo nome deriva dal fatto che questo era l’unico ponte fiume all’interno della città con la capacità di permettere ai carri di transitare.

Ghari Bridge

Eynali è una piccola catena montuosa a nord di Tabriz.
E’ costituita da un paio dai picchi Eynali (1800 m), Halileh (1850 m), Pakeh-mento (1945 m), Bahlul (1985 m) e la più alta Dand (2378 m).
Una catena montuosa di terra rossa ben visibile ovunque da Tabriz.
C’è una tomba in cima alla montagna, che si crede di essere la tomba di due chierici e che il nome della montagna sia legata a loro.
Tuttavia, alcune persone credono che in origine l’edificio fosse un tempio Zoroasteriano e il nome del santuario fosse una copertura per salvare la struttura dalla distruzione durante l’invasione dei musulmani.
Al giorno d’oggi molti residenti di Tabriz utilizzano la catena montuosa per per le escursioni dalla valle fino al santuario, sulla cima, come attività sportiva quotidiana.
La montagna è utilizzato anche dalle aziende di telecomunicazioni e emittenti televisive che vi hanno posizionato i loro ripetitori e antenne.
Di recente, Il consiglio comunale di Tabriz sta cercando di fare una foresta artificiale sulle colline di Eynali come cintura verde a nord di Tabriz.

Behnam House

Il Behnam House è un edificio storico a Tabriz.
L’edificio è stato costruito durante l’ultima parte della dinastia Zand (1750-1794) e la prima parte della dinastia Qajar (1781-1925) , come una casa residenziale .
Durante il regno di Shah Qajar Nasereddin (1848-1896) questo edificio è stato notevolmente rinnovato e impreziosito da pitture ornamentali.
La casa è composta da un edificio principale , denominato Palazzo invernale , e una struttura più piccola , denominato Palazzo Estate.
Il Palazzo inverno è a due piani simmetrici.
Come molte case tradizionali in Iran , questa casa ha un interno ( اندرونی , andaruni ) ed un esterno ( بيرونی , Biruni ).
Nel corso di un progetto di ristrutturazione del 2009, sono stati scoperti, alcuni affreschi in miniatura finora sconosciuti e sono stati restaurato da specialisti.
Oggi, il Behnam House fa parte della Scuola di Architettura di Tabriz, Univerisità d’ arte Islamica.

Museo Azerbaigian

Il Museo Azerbaigian è il principale museo archeologico e storico di Tabriz.
Il museo è stato fondato nell’aprile 1958 ed è costituito da tre grandi sale, un cortile laterale , uffici e una biblioteca.
Esso contiene la maggior parte degli oggetti rinvenuti dagli scavi nell’Azerbaijan iraniano.
La sua biblioteca contiene più di 2500 libri, entrambi scritti a mano e stampati, sulla storia, l’archeologia, l’arte e la cultura iraniana.
Oltre al Museo Nazionale dell’Iran a Teheran , il Museo Azerbaigian ha la più grande collezione appartenente a diversi periodi della storia dell’Iran.

Arg-e Tabriz

Arg-e Tabriz, è ciò che resta di un grande incompiuto mausoleo del 14° secolo e della base militare del 19° secolo nel centro della città di Tabriz.
La costruzione originale era nata tra 1318-1339, durante la dinastia Ilkhanato.
La costruzione del tetto del mausoleo crollò all’interno e la costruzione si fermò.
Con lo scoppio della guerra Russo Persiana nel 1804-1828 l’armata Anglo-Persiana trasformò, l’Arg come un complesso militare.
La base era sede dell’esercito iraniano e comprendeva: una caserma per le truppe iraniane, e un piccolo palazzo aggiunto, in seguito, al progetto originario del Arg.
Durante l’invasione russa di Tabriz nel 1911 l’Arg è stato bombardato Arg. Una volta conquistata la città, hanno usato Arg come un centro di comando centrale.
Durante la loro occupazione a causa della gestione incurante dei pezzi di artiglieria hanno dato fuoco a parti dell’Arg.
nel 19 ° secolo, durante la Dinastia Qajar, l’Arg venne distrutto.
Questa distruzione faceva parte del piano di purificazione e costruzione originale dell’Arg.
La parte meridionale dell’Arg è rivolta a un parco, il giardino Mellat
Nei primi anni 1980 dopo la soppressione della rivolta dei sostenitori del Partito Repubblicano musulmano popolare, contro la nuova idea di mescolare religione e stato, trascurando le minoranze azere, musulmana Malakuti, venne scelto come nuovo imam Juma di Tabriz dal governo rivoluzionario.
Uno dei suoi primi ordini fu la distruzione di parti del muro dell’Arg e gli istituti culturali che lo circondano per fare una nuova moschea per la preghiera del venerdì.
Alcune persone credono che questo distruzione del patrimonio locale era una sistematica distruzione dell’identità azera locale.
Negli anni 1990 e 2000 un progetto di recupero e di ristrutturazione è stata eseguita dalla Organizzazione iraniana per patrimonio culturale.
Durante questa riabilitazione però è stata rimoss tutta la parte riguardante lo sviluppo dell’era Qajar del castello Arg.
Inoltre, la costruzione di una nuova moschea accanto al castello Arg, ha un’altezza più di elevata dell’Arg che è dominato dalla nuova moschea.

La casa Amir Nezam

La casa Amir Nezam (persiano: خانه امیرنظام, Khaneh-e Amir Nezam, Azeri: Emir Nizamin evi), o il Museo Qajar di Tabriz, è un edificio storico nel quartiere Sheshghelan (persiano: ششگلان), uno dei quartieri più antichi di la città di Tabriz.
La base dell’edificio si estende su una superficie di 1200 metri quadrati. Questo monumento, che dal 2006 ospita un museo dedicato alla dinastia Qajar (1781-1925), è stato costruito nel periodo del principe ereditario di Abbas Mirza (1789-1833).
L’edifico è stato rinnovato da Hasan-Ali Khan (حسنعلی خان), Amir Nezam Garrousi (امیرنظام گروسی), nella sua posizione di portavoce dell’Azarbaijan, e utilizzato come sua residenza.
Nei periodi successivi, la casa è stata utilizzata come residenza ufficiale dei governatori provinciali dell’Azarbaijan.
A causa dell’abbandono persistente per un lungo periodo di tempo, questo edificio era in uno stato di abbandono tale, che per un certo periodo era stata presa in considerazione l’idea di demolirlo e costruire, al suo posto, una scuola.
Tra 1993-2006 è stata oggetto di un ampio processo di rinnovamento e al completamento di questa impresa è stato concesso lo status di Patrimonio Nazionale.
Il quartiere Sheshghelan è stato la sede del governatore durante la dinastia Ilkhanato.
Hasan-Ali Khan, Amir Nezam Garousi (حسنعلی خان امیر نظام گروسی), è nato nel 1820 a Bijar, nella provincia del Kurdistan. Per un periodo di 22 anni ha servito il paese in varie posizioni di governo.
In particolare, per un periodo è stato responsabile degli studenti iraniani inviati in Europa da parte del governo iraniano.
Ha lavorato anche come il Generale dell’Esercito Garrus e capo delle guardie di sicurezza della alta corte e di Arg-e Tabriz.
È sepolto nel Mahan, nella provincia di Kerman. Egli è ricordato soprattutto per la sua prosa esemplare in lingua persiana.

La tomba dei due Kamal

La tomba dei due Kamal, è un monumento funerario a Tabriz.
il poeta del 14 ° secolo Kamal Khujandi e il miniatore del 15 ° secolo Kamaleddin Behzad, sono sepolti in una camera sotterranea :
i visitatori devono scendere circa 10 scalini per vedere le due tombe e le statue dei due Kamal.

HOTEL

Pars Hotel

Il Pars Hotel si trova al limite della città, situato sulla collina di fronte al parco El Goli a 15 km dal centro città e a 20 km dall’aeroporto più vicino.
Adatto per le famiglie e uomini d’affari.
Un edificio di rapida costruzione molto alto, con una grande facciata in vetro, e circondato da un piccolo giardino e un grande parcheggio, affacciato su uno dei migliori parchi della città.
L’hotel ha quattro fantastici ristoranti, tutti di grandi dimensioni e con una bella terrazza grande annessa che si affaccia sul parco. servono tutti e quattro una delle migliori cucine in città e sono molto consigliati per pranzi di lavoro e matrimoni.
le stanze sono di grandi dimensioni con graziose decorazioni in legno e nuovo mobilio, con bagno in ceramica, alcune camere si affacciano sul parco con una fantastica vista.

Gostaresh Hotel

Il Gostaresh Hotel ha 13 piani con circa 130 camere e suite.
Una bellissima vista  della città, nel cuore di Tabriz.

Servizi:
Due ristoranti, caffetteria aperta 24 ore al giorno, fastfood, diverse sale conferenze, gallerie, piscina, sauna, idromassaggio e palestra per gli uomini e le donne, negozi di artigianato , prodotti da forno e souvenir, internet cafè , caffetteria aperta 24 ore al giorno, salone, servizio di lavanderia, servizio taxi.

Vicino all’hotel possiamo trovare:
Le opere e siti storici, le organizzazioni del turismo, gli uffici governativi, le aree commerciali e centri commerciali, gli ospedali e le università.

Tehrān

Teheran (scritto anche Tehrān, تهران in persiano) è la capitale dell’Iran. Situata nel nord del paese, ai piedi dei monti Elburz, la città dona il nome alla provincia di cui è anche capoluogo.
Teheran ha visto la sua popolazione aumentare progressivamente da quando è diventata capitale, in seguito al cambio della dinastia nel 1786, e con 8.429.807 abitanti stimati nel 2015 è la più grande città dell’Iran. La popolazione dell’area metropolitana contava 13.500.000 di abitanti nel 2008.
Questa crescita è dovuta principalmente al miglioramento delle condizioni di vita e all’azione di attrazione esercitata sulla popolazione delle province limitrofe. Essa ha subito una forte accelerazione a partire dal 1974, a seguito dell’aumento dei prezzi del petrolio nel corso del primo shock petrolifero, quando la periferia della città si è estesa molto velocemente.
Teheran ospita quasi la metà delle attività industriali del paese, soprattutto legate al settore automobilistico, delle apparecchiature elettriche ed elettroniche, delle armi, del tessile, dello zucchero, del cemento e dei prodotti chimici.
L’origine del nome Tehran è ancora in fase di discussione, e sono disponibili diverse interpretazioni. Un’etimologia popolare è che il nome della città derivi da Tah + rān, che significa “coloro che cacciano o sparano”.Per il generale Albert Houtum-Schindler, è una derivazione del termine Tir-ān, basato sull’elemento Tir che ha il significato di “pianura, piana desertica”, che è rapportato a Shemrān da Schindler. Lo storico e linguista Kasravi Ahmad ha la stessa opinione e contrappone Tahrān (“luogo caldo”) a Shemrān (“luogo fresco”).L’orientalista Vladimir Fëdorovič Minorskij propone a sua volta un’altra spiegazione basata sul significato di tah, che significa “fondo, profondità” in alcuni dialetti in Iran, che potrebbe essere associato con il nome della città di Ray, il che significherebbe che con Teheran si intende “dietro Ray”. Xavier de Planhol, professore emerito di geografia, sottolinea nell’Encyclopædia Iranica che queste proposte sembrano congetture ed è inutile cercare l’origine del nome della città. Anche l’ortografia del suo nome è cambiata, poiché prima del XX secolo, Teheran era scritto con una ﻃ, mentre ora con ﺕ, che si suppone meglio rappresenti la pronuncia dei suoi abitanti.
Teheran nacque come villaggio a sette o otto chilometri dalla storica città di Ray. Fu uno dei primi villaggi a nord-est di questa città in cui gli abitanti si rifugiavano nella Shemiran, Qasran e ai piedi del Alborz per sfuggire al calore del deserto del sud. Tracce di insediamento risalente al neolitico e anche periodi precedenti (come rinvenuto nel sito di e-Cheshma Ali, situato nel centro di Ray).
Il nome di Teheran è citato in scritti storici, come quelli di Yāqūt, che cita la città nel 1220, e di Zakariyā Mohammad Qazvini, risalenti al 1275. Entrambi la descrivono come una “città commerciale” (qurā) e persino come “città commerciale importante (qariyaton kabiraton), suddivisa in dodici distretti (mahaleh).
Shah Tahmasp I, secondo sovrano della dinastia dei Safavidi, fece costruire tra il 1553 e il 1554 un bazar e una cinta muraria con 114 torri (a seconda del numero di sure del Corano).
La scelta dei Safavidi ricadde su Teheran per molteplici ragioni: il fatto che un antenato dei Safavidi, Sayyed Hamza fosse stato sepolto a Ray, e che Teheran per diversi secoli fosse stato un rifugio per gli sciiti sono stati sicuramente elementi importanti, ma furono soprattutto situazioni storiche che portarono alla fortificazione della città. Shah Tahmasp era stato costretto a spostare la sua capitale da Tabriz a Qazvin a causa della minaccia ottomana.
La città fortificata di Teheran, 150 km ad est di Qazvin, quindi, forniva un rifugio in caso di pericolo.
Xavier de Planhol sottolineò come la cinta muraria fosse eccessiva e sproporzionata rispetto alle esigenze di una piccola città: era estesa per oltre 8 km di lunghezza, circondo una regione di 4,5 km², mentre la popolazione non superava i 15-20.000 abitanti.
Durante l’epoca safavide, Teheran era il centro amministrativo regionale, ospitando un beğlerbeği e un governatore provinciale. Tuttavia, la città non disponeva né di moschee, ne altri elementi di urbanizzazione dei Safavidi.
Shah Abbas II risiederà un paio di volte a Teheran, facendosi costruire una residenza conosciuta come Chāhār bāgh. Shāh Suleymān fece erigere un segretariato imperiale (Divān Khāneh) nel centro della città (Chenārestān). Fu in questo luogo che l’ambasciatore del sultano ottomano Ahmet III incontrò nel 1721 lo Shah Huseyn, ultimo sovrano della dinastia Safavide prima dell’invasione dell’Afghanistan. Alla fine del XVIII secolo, Teheran non era più una piccola città di provincia, ma aveva già guadagnato importanza per i governanti persiani.
Nel 1722 le truppe di Mir Mahmoud Hotaki invasero Esfahan e tutta la Persia entrò in un periodo di disordini, che colpì anche Teheran e la sua regione.
Sotto la dinastia Zand Teheran divenne un centro militare mentre le dinastie Qadjar e Zand lottavano per prendere il potere nel paese. Tra il 1755 e il 1759 Muhammad Karim Khan volle fare di Teheran la capitale del paese, e fece costruire degli edifici entro le mura cittadine (Khalvat-e Karim Khan, per esempio). Il quartiere reale acquisisce tutte le caratteristiche dell’Arg, quartiere reale fortificato.
Infine, Karim Khan preferì porre la capitale a Shiraz.
Alla morte di Karim Khan nel 1779, Teheran viene disputata tra Qafur Khan (fedele agli Zand) e Agha Mohammad Khan Qajar. La città cadde nelle mani di un alleato dei Qajar nel 1785, e Agha Mohammad Khan Qajar, il primo re della dinastia, entra in città il 12 marzo 1786 e ne fa la sua capitale.
Lo status di capitale della Persia era conseguente ad una preoccupazione di tipo geostrategica: con i russi a minacciare il confine settentrionale e i turkmeni nel nord-est. Teheran godeva di una posizione privilegiata, al crocevia tra est ed ovest, ai piedi degli Alborz e lungo le strade che portavano alle oasi della Persia centrale e ai bacini di Fars.
Nel 1797 Teheran ha ancora l’aspetto di una città nuova, e con pochi abitanti. Un viaggiatore europeo, G.E. Olivier parla di una città con 15.000 abitanti, 3.000 soldati, e che ricopre una superficie di 7,5 km² di cui solo per metà edificati, il resto è ancora occupato da giardini e frutteti.
Fath Ali Shah (1797-1834) è il principale costruttore di Teheran. Abbellisce l’Arg, e fa costruire l’Emarat Bādgir e il Takht-e Marmar (palazzo di Marble) all’interno di esso. Costruì molti altri importanti edifici come la moschea di Shah (Masjed-e Shah) e il palazzi di Negarestan e di Lalezar. La città attira un numero sempre maggiore di abitanti e la popolazione raddoppia in 20 anni. Tuttavia, nel 1834, alla fine del suo regno, molte costruzioni non sono ancora completate.
Sotto Muhammad Shah Qajar (1834-1848) hanno luogo le prime edificazioni al di fuori delle mura. Le residenze reali sono costruite nel nord della città.
Nasser al-Din Shah Qajar (1848-1896) fa diventare realmente Teheran da capoluogo di provincia a capitale. Nel 1868 la città ha di 155.736 abitanti, concentrati nei quartieri più vecchi.
Nel 1870-1871 distrusse l’antica fortificazione per la costruzione di una nuova. Il nuovo muro presentava la forma di ottagono irregolare di 19,2 km di circonferenza, e punteggiato da 12 porte monumentali con ceramiche decorate. Nasser al-Din Shah ristruttura molti edifici e i qanat per l’approvvigionamento dell’acqua. Alla fine del regno di Shah Nasser al-Din, Teheran si estendeva su 18,25 km².
Nei primi anni del XX secolo, Teheran conta quasi 250.000 abitanti, la maggior parte dei quali si trovavano al di fuori delle mura.
Con l’avvento al potere di Shah Reza Pahlavi nel 1925, lo Stato diventa un attore importante nell’architettura di Teheran, dove la modernizzazione è una parte integrante del programma voluta dal nuovo re per il suo paese.
Le mura costruite da Shah Nasseredin vengono distrutte nel 1932 e sostituite da ampi viali rettilinei. Una sola delle porte rimane. Lo Shah Reza fa appello ad architetti stranieri e iraniani per la costruzione di molti edifici durante gli anni 1930. Tra essi Marcoff Nikolai che costruì il liceo Alborz, André Godard che costruì il Museo Nazionale d’Iran, Maxime Siroux per alcune facoltà dell’Università di Teheran, Mohsen Forugh per la Banca e-Melli e la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Teheran, Vartan Avanessian per il complesso residenziale Reza Shah e la Scuola per gli orfani Vartan. Fra gli altri edifici costruiti in quegli anni vi furono l’ufficio postale, l’ufficio di polizia, il Ministero degli Affari Esteri, la stazione, e così via.
Con l’espansione e la modernizzazione della città, la sua superficie raggiunse i 46 km², undici volte la dimensione durante Fath Ali Shah.
Le nuove strade della città consentono il traffico veicolare e trasformano il tessuto urbano.
Nel 1943 la città ospita la conferenza di Teheran, in cui si riunisce il Presidente statunitense Franklin D. Roosevelt, il capo di Stato sovietico Joseph Stalin e il Primo ministro britannico Winston Churchill. Questa conferenza prefigura le decisioni che saranno prese alla Conferenza di Jalta. Essa garantirà l’indipendenza e l’integrità territoriale del paese.
La città si sviluppa fortemente dopo la Seconda guerra mondiale, in particolare a partire dagli anni 1960. Nel 1966 la famiglia reale abbandona il distretto reale del centro di Teheran per spostarsi a Niavaran. Rey e Shemiran diventano periferia di Teheran, alla quale città vengono amministrativamente raggruppate nello stesso anno.
Seguendo la tendenza iniziata nel XIX secolo, la parte sud continuò ad accoglie le classi più povere, la parte nord quelle più ricche, e la parte orientale le classi medie.
La zona industriale di Karaj si sviluppò molto rapidamente lungo la prima autostrada costruita in Iran. L’espansione economica che seguì il boom petrolifero del 1974 accelerò lo sviluppo urbano di Teheran.
Durante il periodo della rivoluzione iraniana si espansero ulteriormente le periferie, anche con la costruzione di nuove abitazioni senza licenza, o edificazioni su terreni acquistati senza formalità.
Nel maggio 1985, Teheran venne colpita per la prima volta dall’inizio della guerra tra Iran e Iraq. Altri attacchi avvennero nel 1988.
Teheran si trova in una pianura che degrada verso il sud, ai piedi dei monti Elburz. La città è posta ad un’altitudine di 1.100 metri sul livello del mare nella parte sud, a 1.200 m nel centro e a 1.700 m nel nord. La città ei suoi sobborghi coprono una superficie di 86.500 ettari.
La fondazione della città era stata inizialmente limitata a due zone che possedevano le caratteristiche di pianura: la superiore, composta di ghiaia grossolana e permeabile, e la zona inferiore, composta da depositi alluvionali sottili e più impervia. La regione in cui è stata costruita Teheran è un luogo di transizione tra il deserto sterile (kavir) e la catena montuosa di Elburz.
La città non dispone di importanti risorse idriche, e si trova equidistante da due bacini che raccolgono l’acqua proveniente dalle montagne più a monte. Questi due bacini sono quelli di Karaj, ad ovest, e Jājerud, una trentina di chilometri ad est, che alimenta Varamin e villaggi circostanti. Tra le zone urbane di Karaj e Varamin esisteva in passato una sola grande città, Ray, posta sulla strada tra i due bacini.
Il centro di Teheran si sviluppa intorno alla piazza Imam Khomeini e allo sterminato Bazaar. La zona intorno al centro è composta principalmente da quartieri popolari, mentre le zone più benestanti si trovano a nord, assieme alla maggior parte delle ambasciate straniere. L’urbanizzazione degli ultimi anni ha portato ad un’espansione incontrollata fino alle pendici dell’Alborz, complice anche la tarda promulgazione di leggi che proteggessero il delicato ecosistema montuoso.
Di rilevante importanza è anche la Torre Milad, situata al centro-nord della metropoli, che è tra le più alte torri autoportanti del mondo, ed è parte dello skyline di Teheran.

ATTRAZIONI

Azadi Tower

La Torre Azadi (Persiano: برج آزادی, Borj-e Āzādi, in lingua italiana: Torre della libertà), precedentemente conosciuta come Shahyād Āryāmehr (Persiano: شهیاد آریامهر; Italiano: Torre commemorativa del Re), è uno dei simboli di Teheran, e segna l’ingresso alla città.
Fu costruita nel 1971 dall’architetto bahai Hossein Amanat in occasione delle cerimonie organizzate dall’ultimo Shah Mohammad Reza Pahlavi per festeggiare il 2500º anniversario della fondazione dell’Impero achemenide da parte di Ciro il Grande (Persiano:جشنهای دوهزار و پانصد ساله شاهنشاهی). Fu costruita con ottomila blocchi di marmo bianco estratto dalla regione di Esfahan.
Questa torre è parte del Complesso Culturale Azadi, situato in Piazza Azadi di Teheran in un’area di circa 50.000 mq. Ci sono diverse fontane intorno alla base della torre e un museo sotterraneo.

Museo dei Tappeti

Situato a Teheran , accanto al Laleh Park e fondata nel 1976 , il Museo dei tappeti iraniano presenta una serie di tappeti persiani provenienti da tutto l’Iran , dal 18° secolo ad oggi.
La sala espositiva del museo occupa 3.400 metri quadrati e la sua biblioteca contiene 7.000 libri.
Il museo è stato progettato dall’ultima regina dell’Iran, Farah Diba Pahlavi.
La struttura forata dell’esterno del museo è stata progettata sia per assomigliare ad un telaio di tappeti, sia per gettare ombra sulle pareti, riducendo l’impatto del caldo sole estivo sulla temperatura interna.

Dizin

Dizin è una delle più grandi stazioni sciistiche iraniane sulla catena montuosa Alborz , vicino a Teheran e anche la città di Karaj. Fondata nel 1969.
La stagione sciistica a Dizin dura più a lungo che nelle località sciistiche europee , da dicembre a maggio , ciò è dovuto, all’elevata altitudine del comprensorio.
La vetta più alta, con impianti di risalita, raggiunge i 3.600 m, ciò fa di  Dizin una delle 40 stazioni sciistiche, più alte del mondo .
Il comprensorio di Dizin include: Due hotel, 19 agriturismi, cinque ristoranti , ville e appartamenti privati ed è in grado di ospitare migliaia di persone ogni anno.

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Piazza Ferdoosi

Questa piazza prende il nome del poeta iraniano, Hakīm Abol-Ghāsem Ferdowsī Tūsī, e si trova nel centro della città.
Il centro Teheran mi ricorda un po’ di Parigi, con i suoi piccoli negozi e viali alberati.
Appena fuori piazza Ferdoosi, in via Ferdoosi , c’è il bazar di tappeti principale e ci sono anche alcuni interessanti negozi di antiquariato.

Palazzo del Golestan

 Il Palazzo Golestan, situato a Teheran, è la residenza storica della dinastia reale Qajar. Si tratta del più antico monumento della città, parte di un complesso di edifici un tempo racchiusi dalle mura della storica cittadella. Il Palazzo tipico esempio dell’architettura prende il nome dai meravigliosi giardini dal quale è circondato, infatti Golestan significa roseto. Questa complesso è tutto ciò che rimane di Teheran Storico Cittadella (Arg) che una volta brillava come un gioiello. lnfatti, la storia di questo palazzo risale al periodo dello scià Abbas safavide, ma fu nell’epoca qagiara che il palazzo divenne più dominante e fu proprio lo scià qaqiaro Naser Al-Din shah, colpito da quanto aveva visto durante i propri viaggi in Europa, a far costruire lo spettacolare complesso. Nasser ad-Din Shah ha introdotto molte modifiche nel Palazzo Golestan durante ii suo regno. La costruzione è iniziata nel 1865 ed è stato completato in due anni. Edificio è stato progettato da Moayer-ul-Mamalek e il suo architetto fu Ostad Mohammad Ali di Kashan. Il suo design equilibrato, esaltato due torri, è tipico di architettura è la visualizzazione multipla di archi, lavoro di piastrelle e finestre ornate. Questa palazzo, con 448 anni di storia alle spalle, oggi è un complesso e il documento vivente che potrebbe testimoniare le fasi più importanti della storia del paese. L’edificio “Farah Abad” oppure chiamato anche Andaruni, il dormitorio dello scià Naser Al-Din che era costruito allo stile occidentale in mezzo al giardino del complesso, durante il regno pahlavi fu demolito e fu costruito il palazzo del ministero del tesoro al posto suo.

L’iwan -e Takht-e Marmar (Veranda del Trono di Marmo) è il più antico edificio del complesso. Un salone delle udienze e dei comizi aperto. Il magnifico trono della sala che veniva utilizzata per le cerimonie ufficiali, come le incoronazioni, nel 1801 fu realizzato per ordine di Fath Ali Shah.

 Il Khalvat-e Karim Khani (la sala della Solitudine di Karim Khan) è un’altra parte del complesso ricordo del periodo zandieh, che, come racconta la storia, era il luogo in cui, di tanto in tanto Karim Khan andava per restare in solitudine e fumare il narqhilè.

 Il Negar khaneh (la galleria d’arte) è un’altra parte del complesso, realizzato da Naser Al-Din shah, lo scià colpito sempre dall’arte europea, dove si raccoglie una splendida collezione d’arte di epoca qagiara.

Lo Shams Al-Emareh (il palazzo del sole), con i suoi 5 piani, una volta era il palazzo più alto della città. Questo palazzo dal punto di vista della distribuzione planimetrica e del disegno interno ancor oggi è uno degli edifici storici più interessanti di Tehran, dove le decorazioni con specchi, gli stucchi e gli affreschi attirano l’attenzione di tutti.

L’Emarat-e Badgir (il palazzo della torre del vento), fu realizzato durante il regno di Fath Ali Shah. Gli interni sono decorati con gli specchi, con gli stucchi e con il e marmo. il palazzo prende ii suo nome dalla torre del vento, l’elemento architettonico costruito sul tetto dell’edificio che si usava nel centro dell’lran e nel deserto per catturare il vento al fine di rinfrescare le case .

L’Aks Khane (la galleria delle fotografie storiche), bellissimo posto che ospita dei bellissimi ritratti della vita dei sovrani qagiari. In questa galleria si possono vedere pure i ritratti fatti e firmati da Naser Al-Din scià, che era tanto appassionato all’arte.

II Talar-e Almas (la sala del diamante) è la sala interamente decorata con gli specchi motivo per il quale venne così denominata.

Il Palazzo del Golestān  è la residenza storica della dinastia reale Qajar, situata a Teheran. Si tratta del più antico monumento della città, parte di un complesso di edifici un tempo racchiusi dalle mura della storica cittadella (Arg).
Lo storico Arg di Teheran è stato costruito durante il regno di Tahmasp I (r. 1524-1576) della dinastia safavide (1502-1736), ed è stato poi rinnovato da Karim Khan Zand di (r. 1750-1779).
Agha Mohammad Khan Qajar (1742-1797) ha scelto come sua capitale Teheran e l’Arg divenne sede del Qajar (1794-1925).
La Corte e il Palazzo Golestan divennero la residenza ufficiale della famiglia reale Qajar. Il palazzo è stato ricostruito nella sua forma attuale nel 1865 da Haji Ab ol Hasan Mimar Navai.
Durante l’era Pahlavi (1925-1979), il Palazzo Golestan è stato utilizzato per i ricevimenti formali reali, e la dinastia Pahlavi costruì il proprio palazzo di Niavaran.
Le cerimonie più importanti, che si tennero nel palazzo durante l’era Pahlavi, furono l’incoronazione di Reza Shah (r. 1925-1941) sul trono di marmo e l’incoronazione di Mohammad Reza Pahlavi (r. 1941-deposto 1979).
Tra il 1925 e il 1945, una gran parte degli edifici del palazzo sono stati distrutti per ordine di Reza Shah. Egli credeva che il secolare palazzo Qajar non dovesse ostacolare la crescita di una città moderna.
Al posto dei vecchi edifici, sono stati costruiti edifici commerciali con lo stile moderno degli anni 1950 e 1960.

Museo del Periodo Islamico

Questo museo ospita una collezione bellissima di Corani e libri illustrati così come tappeti, tessuti, monete e molto altro del periodo islamico.
Le cose migliori che preferisco ammirare sono:
Un Corano del 9° secolo, una collezione di libri illustrati del 16° secolo e un pulpito di una moschea in legno Farsi, realizzato nel 1369.

Museo Nazionale

Il museo nazionale dell’lran a Tehran

Il museo nazionale dell’Iran antico a Tehran, vasto 20.000 mq, con più di 70 anni ospita più di 300.000 testimonianze storiche dell’Iran, risalenti alle diverse epoche, prestorica, pre-islamica ed islamica, perciò è uno dei più importanti musei non soltanto in Iran ma anche in tutto il mondo indi volume, diversità e qualità delle collezioni che custodisce.

L’idea di costruire un grande museo dell’antica arte persiana nacque nei primi anni del secolo scorso in seguito agli scavi archeologici eseguiti da alcune missioni europee, in particolare da quella francese. Questo museo che il suo scopo e quello di preservare e mostrare al grande pubblico ed alle generazioni future il vasto patrimonio artistico e culturale dell’antica Persia, presentando il suo contributo alla cultura ed alla civiltà universale, fu realizzato nel 1927 dall’architetto francese Andrè Godarg. Lo stile architettonico del progetto della costruzione del Museo Nazionale dell’lran fu largamente ispirato dai temi degli oggetti esposti, dalle forme degli antichi edifici presenti nei siti di provenienza e, in generale, dalla storia e dall’arte della Persia. Per questo motivo furono utilizzati, in complessi ed eleganti disegni, i tipici mattoni che evocano l’architettura tradizionale persiana, mentre la facciata e la grande nicchia d’ ingresso costituiscono un diretto riferimento all’Arco del famoso palazzo sassanide di Artaserse a Firuz Abad. Nella sala che riguarda I’ eta della pietra ci sono testimonianze alcune delle quali appartengono a più di un milione di anni fa.

Nella parte storica del museo la statua di Dario il Grande, i capitelli scolpiti in forma di testa umana e a forma di toro e le magnifiche piastrelle smaltate provenienti da Persepoli, la statua del guerriero ashkanide, la statua del principe ashkanide, ed altri reperti attirano l’attenzione di tutti visitatori.

Se volete vedere tutto ciò che il Museo Nazionale ha da offrire , si dovrebbe avere la volontà di visitarlo due volte.
Come tutti i musei del mondo , c’è così tanto da vedere e assorbire che una sola visita, proprio non vi dà il tempo di fargli giustizia.
La storia e la cultura millenaria della Persia è tutta qui rappresentata, in una stupefacente varietà di manufatti e grandi tesori.
Gli oggetti Preistorici cedono il passo alle figure in ceramica, bronzo, oro e terracotta dei periodi Achemenide e Sasanide.
I Rilievi enormi e le colonne sormontate da bestie a doppia testa provenienti da Persepolis sono esposti insieme a monete, gioielli e altri piccoli oggetti domestici.

Palazzi Niavaran

Il palazzo Niavaran (persiano: کاخ نیاوران) è un complesso storico situato nella parte settentrionale di Teheran. Si compone di diversi edifici e un museo. Anche Il Palazzo Sahebqraniyeh, di Naser al-Din Shah della dinastia Qajar, è all’interno di questo complesso.
Il principale Palazzo è Niavaran, completato nel 1968, che fu la residenza principale dell’ultimo scià Mohammad Reza Pahlavi e della famiglia imperiale fino alla Rivoluzione iraniana. Il palazzo fu progettato dall’architetto iraniano Mohsen Foroughi.

 S’ad-abad

ll Palazzo Saadabad (Persiano : کاخ سعدآباد ) è un palazzo costruito dalla dinastia Pahlavi dell’Iran nella zona Shemiran di Teheran è, attualmente, il soggiorno ufficiale del Presidente dell’Iran.
Il complesso fu abitato dai monarchi Qajar e dalla famiglia reale nel 19 ° secolo.
Dopo un ampliamento, Reza Shah vi abitò nel 1920, e suo figlio , Mohammad Reza Pahlavi vi si trasferì nel 1970 .
Dopo la Rivoluzione iraniana, il complesso divenne un museo, tuttavia, il palazzo presidenziale si trova adiacente al palazzo Sa’dabad.

Gran Bazar di Tehran

Il Gran Bazar di Tehran è un mercato storico, situato nel sud di Teheran.
Il Bazar è costituito da numerosi corridoi che si estendono per oltre 10 km di lunghezza ha diversi ingressi, alcuni dei quali sono chiusi e sorvegliati di notte.
Nel corso della sua storia, oltre ai negozi il Grand Bazaar ha contenuto banche e finanziarie, moschee e pensioni.
Tradizionalmente , il bazar di Teheran è stato diviso in corridoi, ognuno specializzato in diversi tipi di prodotti tra cui:
Il rame , tappeti, carta , spezie e metalli preziosi , così come i piccoli commercianti che vendono ogni tipo di merce.
Oggi , le merci disponibili sono moderne così , oltre ai molti commercianti tradizionali che ancora sopravvivono nei corridoi.

Museo d’Arte Contemporanea

Il Museo d’Arte Contemporanea di Teheran è stato progettato dall’architetto iraniano Kamran Diba , che impiegò elementi dell’architettura tradizionale persiana.
E ‘stato costruito adiacente al Parco Laleh, ed è stato inaugurato nel 1977.
L’edificio può essere considerato come un esempio di arte contemporanea.
La maggior parte della zona del museo si trova nel sottosuolo.
Nel Giardino delle Sculture , vicino al museo si ritiene sia conservata la collezione più preziosa di arte moderna occidentale al di fuori dell’Europa e degli Stati Uniti.
Una raccolta in gran parte assemblata dai fondando curatori David Galloway e Donna Stein con il patrocinio di Farah Pahlavi.
Si dice che il valore complessivo delle opere al suo interno è di circa 3.5 miliardi di €.
Il museo ospita un programma di rotazione di mostre e occasionalmente organizza mostre di artisti locali.

HOTEL

Homa Hotel

Teheran Homa Hotel gode di una posizione privilegiata sulla strada principale della città, Vali-e-Asr Street.
Questo hotel a 5 stelle si trova a breve distanza da tutte le principali attrazioni culturali e storiche, centri economici e politici.
Il nostro obiettivo è quello di garantire che si di un soggiorno piacevole.
Facendo uso di tecnologie ed impianti moderni, Teheran Homa Hotel è stato ricostruito ed è ben preparata a ricevere gli ospiti provenienti da tutto il mondo.
L’Hotel dispone di splendidi interni impreziositi da ricchi arredi e pregevoli opere d’arte, insieme a eccellenti strutture per riunioni e conferenze. Ristoranti con cucina iraniana e internazionale. Piscina coperta, sauna e vasca idromassaggio, tonificante massaggio terapia, e un centro business.

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Azadi Hotel

L’Azadi Grand-Hotel è situato a nord di Teheran, su una magnifica collina fra le montagne di Alborz.
Si trova a pochi minuti dall’aeroporto internazionale Mehr-Abab.
Con le sue 482 stanze, fra singole e doppie, è considerato uno degli hotel più e belli e prestigiosi dell’Iran.

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ESTEGHLAL HOTEL

Le due torri dell’hotel sono trovano a nord di Tehran, in uno dei quartieri, senza ombra di dubbio, più belli di tutta l’Iran ai piedi delle montagne di Alborz.
Tutte le sue 495 stanze, di cui 47 suite di lusso, sono attrezzate per rendervi la permanenza più confortevole possibile.

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KOSAR HOTEL

Kosar hotel si trova nella Viasar Avenue, è un affascinante hotel a 4 stelle, il quale offre tutti i confort e l’assistenza di cui i suoi ospiti hanno bisogno.

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Yazd

Yazd (in farsi: یزد), è il capoluogo dell’omonima regione iraniana e un centro importante dello Zoroastrismo. La città si trova 280 chilometri a sud-est di Esfahan. Nel 2006 aveva una popolazione di 423.006 persone.
In seguito ad un adattamento secolare al deserto circostante, Yazd presenta un’architettura unica. È nota in Iran per l’artigianato di prima qualità, che produce soprattutto tessuti di seta e prodotti dolciari.
Yazd è situata in un’oasi fra i deserti del Dasht-e Kavir e del Dasht-e Lut. La città è chiamata talvolta “la sposa del Kavir” per la sua posizione, in una valle fra lo Shir Kuh, la montagna più alta della regione (4075 m s.l.m.) e il Kharaneq. La città sorge a 1.216 m s.l.m.
Yazd è la più secca fra le principali città iraniane, con una media annuale delle precipitazioni di 60 mm ed è anche la più calda fra le città a nord del Golfo Persico, con temperature estive che superano frequentemente e abbondantemente i 40 °C senza umidità. Anche di notte le temperature estive sono torride. In inverno le giornate sono miti e assolate, ma al mattino le temperature possono essere di parecchi gradi sotto lo 0 °C.
La città vanta 3.000 anni di storia, in quanto risale al tempo dell’impero medo, quando era nota come Ysatis (o Issatis). L’attuale nome della città potrebbe derivare da Yazdgard I, un re sasanide. La città era già un centro zoroastriano in epoca sasanide. Dopo la Conquista islamica della Persia, molti zoroastriani delle province circostanti trovarono rifugio a Yazd. La città rimase zoroastriana anche dopo la conquista dietro il pagamento di un tributo e solo gradualmente l’Islam divenne la principale religione della città.

ATTRAZIONI

Atashkadeh

Un tempio del Fuoco è il luogo di culto degli zoroastriani. Nel mazdeismo il fuoco (avestico: ātar, il fuoco sacro), insieme con l’acqua (avestico: āpas, “le acque”), è un agente di purezza rituale.
Nella religione zoroastriana , il fuoco (vedi Atar ) , insieme con l’acqua pulita (vedi Aban ), sono agenti di purezza rituale.
Pulito, bianco “Per le cerimonie di purificazione è considerato come la base della vita rituale “, che ” sono essenzialmente i riti propri del asservimento di un focolare domestico, per il tempio, quello del fuoco, eleva a una nuova solennità”.

Bagh-e Doulat

Il Bagh-e Doulat è stato costruito nel 1750 come residenza del governatore provinciale.
Ha un bellissimo cortile e un badgir (torre del vento) alto 33 metri, il più alto della città.

Masjid -e Jame

La Moschea del venerdì o Masjid -e Jame, del quattordicesimo secolo, è uno delle due più grandi e più belle di Yazd.
La moschea è stata costruita sul sito di un tempio del fuoco zoroastriano nel 1324.
Costituita da Ha una porta gigante e due minareti torreggianti, come la moschea amir Chakhmagh , è decorata con piastrelle a mosaico.

Museo dell’acqua

Il museo dell’acqua di Yazd è uno di quei musei che deve essere realmente visto, non solo perché è molto istruttivo, ma anche perché è situato in una bellissima casa, decorata, di 100 anni fa, la casa- Kolah – Douz -ha.
Essendo una “città del deserto” l’acqua è molto preziosa.
In questo museo si può imparare tutto quello che c’è da sapere sullo stoccaggio dell’acqua tradizionale e la sua distribuzione.
Inoltre, è anche un buon posto per vedere un Qanat originale .
Il Qanat è uno speciale impianto di irrigazione e di trasporto sotterraneo. Questa casa ne ha due, ma solo uno è ancora attivo oggi.

HOTEL

Azadi Hotel

L’Azadi hotel è situato nel Boulevard Jomhori Islami a Yazd, ed è considerato uno degli alberghi più antichi e rinomati della provincia.
La struttura dispone di 33 camere con bagno con doccia e asciugacapelli; aria condizionata, tv satellitare, telefono, minibar e casetta di sicurezza.
Il personale multilingue è disponibile 24 ore su 24 alla reception a cui potrete rivolgervi per chiedere servizio taxi, servizio in camera o deposito bagaglio.
All interno della struttura troverete un Caffè Shop, 2 ristoranti, sala conferenze attrezzata negozi di artigianato, centro benessere e piscina scoperta.
L’hotel dispone, inoltre, di parcheggio custodito e di connessione internet wi-fi.

Safaiyeh Hotel

Vicino ai Templi zoroastriani di Yazd, l’Hotel Safayie , ha un’affascinante e tradizionale architettura.
L’hotel è composto da 100 camere tutte dotate di aria condizionata, tv, frigo, impianto video centrale, internet e satellite .
L’hotel offre: Cassetta di sicurezza, di servizio in camera 24 ore, fax, barbiere , parcheggio , lavanderia , servizio taxi e tel 24 ore.

Silk Road Hotel

Silk Road Hotel è una casa tradizionale persiana ristrutturata, situata nel centro storico di Yazd. A soli 100 metri di distanza dalla moschea Jameeh del secolo 13° e dai i suoi splendidi minareti.
Dal tetto del Silk hotel sarete sorpresi dal fantastico panorama.
Uscendo dall’hotel presto vi ritroverete in un labirinto di vicoli. Essendo la più antica città abitata del mondo, Yazd è indicata come patrimonio mondiale dell’Unesco, e la Via della Seta è un ottimo punto di partenza per scoprire le sue meraviglie.

Zahedan

Zahedan è una contea in Sistan va Baluchestan Province in Iran. La capitale della contea è Zahedan. Al censimento del 2006, la popolazione della contea era 663.822, in 130.763 famiglie; Escludendo quelle porzioni, la popolazione (a partire dal 2006) era di 617.926, in 122.282 famiglie. La contea è suddivisa in tre distretti: il distretto centrale, il distretto di Kurin e il distretto di Nosratabad. La contea ha due città: Zahedan e Nosratabad.
La provincia di Sistan e Balouchestan si trova nel sud-est del paese ed è una delle province più grandi dell’Iran. Questa provincia confina con la provincia di Soutern Khorasan e l’Afghanistan dal nord, il Pakistan e l’Afghanistan da est, il Mar Oman dal sud e le province di Kerman e Hormozgan da ovest. La provincia si estende dal bellissimo lago Hamun a nord fino alla pianura indigena del Mar Oman nel sud. Ci sono 10 città della provincia, Zahedan è il centro della provincia. Le città più importanti sono Zabol & Zahak nel nord e Khash, Iranshahr, Saravan, Sarbaz, Nikshahr, Chabahar e Konarak nel sud. L’area della provincia è 187500 km di confine con 1600 km con Pakistan e Afghanistan e 300 km di confine con l’acqua sulla costa del Mar Oman. Ha una popolazione di 2240000 persone provenienti da gruppi etnici diversi. La religione delle persone qui è l’Islam e tutti i musulmani sciiti e sunniti vivono insieme. Questa terra è piena di fede, di fede nell’Islam. C’è un’unità tra i credenti come uno specchio che riflette la luce dell’Islam. La provincia si trova sul sud-est dell’Iran con due strutture diverse. Nel nord Dasht- e Sistan formato da Hirmand alluvium detiene il più grande lago d’acqua dolce del mondo così come il monte Khaje. I venti di 120 giorni sono una caratteristica distintiva di questa regione. La parte meridionale è prevalentemente montuosa con una varietà di climi dovuta alla vicinanza con il vulcano Taftan e il Mar Oman.

Laghi e fiumi

I laghi più significativi sono: Hamun, Jazmourian e Gowater.

Tra i fiumi Hirmand, Bampoor, Kajo, Sarbaz e Kahir può essere chiamato come il più importante.

Montagne

Le montagne più famose sono: Mt. Taftan con un’altezza di 4300m che una volta era un vulcano attivo ed ora è un bersaglio interessante per gli scalatori in tutto il paese. Altre montagne sono Mt Bazman, Birg, Malek Siah kooh e Mt Khaje.

Storia

La terra mitica di Sistan & Balouchestan è costituita da due regioni: nord e sud. Sistan o Nimrouz che si estendono per la parte settentrionale della provincia è il luogo di nascita di Rostam, l’eroe mitico di Shahnameh di Ferdowsi. Questa terra fu catturata dai musulmani nel 602.

Balouchestan di oggi che forma la parte meridionale della provincia è stato chiamato Maka nei più antichi documenti storici e nel 1928 il governo centrale è stato stabilizzato lì.

Turismo

Le bellezze della provincia dal Mar Oman al Lago Hamun hanno un’interessante diversità in diverse stagioni e possono essere di interesse turistico.

Tra le attrazioni turistiche sono: Grande civiltà antica della città bruciata (Shahre sukhteh 1000 anni ….), Dahan-ey Gholaman e Chah Nime parchi a nord, il famoso cimitero di Taftan Peak e Haftad Molla nel centro, Bampoor, chehel dokhtar e naseri Castelli in Iranshahr e Seb Castle in Saravan.

Nella città di Chabahar ci sono belle coste del Mar Oman, flussi di fanghi che sono meraviglie della zona e diffondono fango come lava in diverse stagioni e la tomba di Seyed Gholam Rasoul dall’era di Teimouri.

 

Artigianato

La particolare importanza dell’artigianato è il loro ruolo nella creazione di posti di lavoro e nella produzione di reddito. L’artigianato deriva dalle caratteristiche sociali e personali delle persone. Questo è fatto soprattutto da donne e ragazze nelle aree rurali. Gli artigianali più importanti della provincia sono: il lavoro di Needle di Balouchi, la tessitura di tappeti e tappeti, la cucitura di monete, la tessitura di tappetini, la ceramica, la fabbricazione di gioielli, la torneria, la tessitura di palas e il lavoro di seta.

Musica

La musica in Sistan & Balouchestan è più prominente che in altre province ed è sempre stata una fonte di energia per i popoli di questa zona. Strumenti come: Qeichak, Robab, Banjo, Tanburak, Doholak e strumenti a percussione come: Tasht & Kuzeh mostrano la varietà di strumenti in questa zona. Degli altri tipi diversi di musica musicale di guerra, musica da camera, musica gnostica e festa può essere nominato.

Centri di formazione tecnico-professionale

Il numero dei centri permanenti di formazione tecnico-vocazionale della provincia è attualmente di 40. I centri sono ben attrezzati e sono più di 100 maggiori e 105 negozi di formazione. Sono attivi anche 232 istituti privati.

Istruzione superiore

Più di 45.000 studenti studiano in 25 centri di istruzione superiore tra i quali i più importanti sono: la università con ingegneria, gli studi umani e la letteratura e le scuole d’arte, l’università di Zabol, la scuola Sis & Bal di scienze mediche in zahedan & zabol, l’università di studi nautici di Chabahar, islamico Università Azad, Università di Payam- e Noor & Intl. Università di Chabahar.

ATTRAZIONI

HOTEL