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Il calendario iraniano

L’Iran conta il tempo con tre calendari diversi:

Il primo è il persiano che è un calendario solare di origine zoroastriana e possiede 365 giorni diversi in dodici mese i cui primi 6 mesi hanno 31 giorni, i 5 seguiti 30 e 29 l’ultimo, tranne quando l’anno è bisestile.

Il secondo calendario è lunare ed è quello che attualmente si trova in vigore in tutti i paesi musulmani: è quello che decide le feste religiose ogni anno. Divide gli anni in dodici mesi, ma soltanto 354 giorni, perciò la differenza tra i due calendari non smette di crescere( attualmente c’è un differenza di 40 anni, sebbene ambedue siano iniziati nell’anno dell’Egira). Inoltre c’è anche un differenza nel contare il tempo tra l’Iran e gli altri paesi musulmani poiché nel primo la luna è visibile un giorni più tardi che nel resto dei paesi che professano questa religione, cioè le feste cominciano anche un giorno dopo.

Il terzo ed ultimo calendario che esiste in Iran è quello gregoriano, lo stesso che esiste in Occidente. In tutta la stampa e le pubblicazioni iraniane appaiono sempre le tre date.

I giorni di festa vengono decisi dal calendario lunare e perciò cambiano tutti gli anni.
Le feste nazionali dipendono dal calendario solare persiano e sono date fissa rispetto al calendario gregoriano. come succede in tutti i paesi musulmani, il giorno di riposo settimanale è il venerdì.

Khayyàm e il calendario

Di Abolfàth Khayyàm Neyshaburì, ovvero Omar Khayyàm, nato in Iran, nella città di Neyshabùr, nonché autore di un infinito numero di quartine(due versi, ovvero quatto emistichi di mezzo verso ciascuno), non si conosce la data esatta della nascita, la si colloca nella prima merà del XI sec.
L’unica data sicura che si conosce della sua vita, risale al 1073, anno in cui, il sovrano selgiuchida Jalal Edd’In Malekshàh, lo incaricò di riformare il calendario secondo esatti calcoli astronomici.

Khayym è stato il poeta che non piaceva, perché diceva tutto quello che tutti pensavano, ma che era appunto bello pensare senza dire! In più si dichiarava distaccato dal pensiero greco e lo esprime con grande ironia nella sua quartina 144. Per intenderla, bisogna considerare che la cosmografia dell’epoca, considerava le Pleiadi(Parvìn e Sorayyà) parte della costellazione zodiacale del Toro.

Inoltre, la Mucca del secondo verso, è quella sulla quale, secondo antiche leggende cosmogoniche, accettate da alcuni dotti musulmani d’allora, poggerebbe il mondo.
V’è una Mucca nel cielo che chiamano Pleiadi gli uomini,
E un’altra Mucca è nascosta laggiù, sotto la terra.
L’occhio della Saggezza t’apra infine la scienza: E vedrai un Branco d’asini di sopra e di sotto a due vacche.

Narra la leggenda che un tempo, nella Pianura dell’Iran, viveva un solo uomo, chiamato Kiumàrs. Alla sua morte, una semenza uscita dal suo fianco, penetrò nella terra.
Al quarantesimo giorno, che coincideva con il primo giorno della primavera,Nou Ruz (nuovo giorno) due germogli intrecciati spuntarono dalla terra, l’uno con le sembianze maschile e l’altro femminile. Per volontà del Creatore, Ahurà Mazdà (il nome di Dio nella religione zoroastriano), a loro fu insufflata la vita e furono chiamati Mashyà e Mashyanà.

Fino al 538 a.c. , il Now Ruz era la ricorrenza per festeggiare la Creazione dell’Uomo, mentre il primo giorno dell’anno era collocato nel mese di settembre.

Fu durante il regno di Ciro il Grande, liberatore dei Figli d’Israele da giogo dei Babilonesi, e di seguito incaricato da Dio, per ricostruire il tempio di Gerusalemme, che il primo giorno della primavera, divenne il primo giorno dell’anno.

Ciro il Grande (Kuròshe Kabìr), imperatore di fede zoroastriano, occupa un rango importante, perché riconosciuto come il primo “promulgatore” di una Carta dei Diritti dell’Uomo, avendo assicurato la libertà di culto, ma soprattutto perché nella Bibbia è chiamato “Il Pastore Unto dall’Eterno”.

Balzando 1611 anni in avanti, giungiamo all’anno 1073, e torniamo al nostro poeta Khayyam, al quale era stato dato l’incarico di riformare “questo vecchio calendario” calcolato in base a 365 giorni, suddivisi in dodici parti di trenta giorni ciascuno, per farne uno secondo esatti calcoli astronomici.

Il ministro Nezàm Ol Molk, che gli aveva comunicato l’incarico fu assassinato. Il sovrano Jalàl Eddìn Maleèk shàh morì . Nonostante questi sconvolgimenti politici, Khayyàm portò a termine il lavoro che gli era stato commissionato: il calendario che chiamò “Jalalì” in ricordo del sovrano. Sbaglia di un giorno ogni 3770 anni, mentre quello gregoriano sbaglia di un giorno ogni 3330 anni!

Il primo giorno del calendario di Abolfàth Khayyàm Neyshaburì, tutt’ora in uso in Iran come calendario civile e indipendente dal calendario musulmano, ha inizio in corrispondenza dell’equinozio della primavera.

  • FARVARDIN: (far crescere) 31 giorni – dal 21 marzo al 20 aprile
  • ORDIBEHEST: (paradisiaco) 31 giorni – dal 21 aprile al 20 maggio
  • KHORDAD: (nutrire, mangiare i primi raccolti) 31 giorni – dal 21 maggio al 20 giugno
  • TIR: (forza di lancio per la mietitura come per la lancia o freccia) 31 giorni – dal 21 giugno al 21 luglio
  • MORDAD: (da mordàn, morire per la terra che non produce) 31 giorni – dal 22 luglio al 21 agosto
  • SHAHRIVAR: (pagamento delle tasse allo Shàh) 31 giorni – dal 22 agosto al 21 settembre
  • MEHR: (affetto e generosità nella condivisione nel raccolto) 30 giorni – dal 22 settembre al 21 ottobre
  • ABAN: (ab, acqua, pioggie) 30 giorni – dal 22 ottobre al 20 novembre
  • AZAR: (fuoco, primi freddi) 30 giorni – dal 21 novembre al 20 dicembre
  • DEI: (da Daeva dea premazdeica; preghiera per bel tempo) 30 giorni – dal 21 dicembre al 20 gennaio
  • BAHMAN: (valanga) 30 giorni – dal 21 genanio al 19 febbraio
  • ESFAND: (incenso per la rinascita e il rinnovo) 19 giorni, 30 negli anni bisestili – dal 20 febbraio marzo al 20 marzo

Il capodanno persiano

Il capodanno persiano

Il capodanno persianocoincie con il primo giorno di primavera: il 21 marzo “NOW RUZ”

Il calendario persiano è diverso da quello arabo. Quest’antica festa risale alle credenze Zartosht, il Profeta di religione Zoroastiano, noto come Zoroastro (in greco), è secondo la leggenda, il fondatore dell’antica Persia(Iran attuale); sembra che addirittura in lui fosse prevalsa una visione monoteistica, dal quale è riaffiorato il dualismo fra bene e male.

Nella lingua Parsi, NOW significa “nuovo”, RUZ “giorno”, e il termini Ruz è il risultato della contrazione del nome di Hormoz, a sua volta derivante per contrazione dal nome di Ahura Mazdah, il “Signore Saggio” unico Dio della Avesta di Zarathustra.

Per la maggioranza degli iraniani la ricorrenza non religiosa più importante dell’anno è il Now Ruz, il lungo periodo di celebrazioni in occasione del capodanno persiano. Sin da tempi precedenti l’era achemenide l’arrivo della primavera veniva celebrato con grandi feste in tutta la Persia. In seguito si fece coincidere l’inizio dell’anno zoroastriano con l’equinozio di primavera, quando si risveglia la natura. Attualmente i festeggiamenti durano più di 13 giorni ed ancora sono molto sentiti dal popolo iraniano.

Quando l’orologio indica l’arrivo del nuovo giorno, del primo dell’anno nuovo, i membri della famiglia, spesso in abiti nuovi, si raccolgono attorno al tavolo, vicino al ripiano dove sono sistemati gli Haft Sin. tutti recitano insieme almeno una preghiera, si abbracciano augurandosi reciprocamente saluta e benessere, e infine cominciano il panzo di Capodanno(abbondante e ricco quanto i “cenoni” occidentali). Il piatto tipico è il Sabzipolo mahi, riso alle verdure con salmone bianco del Caspio.

Poi i membri più anziani distribuiscono gli eidi (piccoli doni) ai familiari più giovani: in genere, a seconda delle disponibilità economiche, banconote nuove( gesto di benevolenza in uso anche nel luoghi di lavoro, a favore dei dipendenti o dei sottoposti).

Il periodo di Now Ruz si caratterizza anche per l’usanza degli scambi di visite tra parenti e amici, in questi casi si privilegiano le persone più anziane, e spesso si approfitta dell’occasione per riappacificarsi dimenticando le vecchie liti.
Nei giorni successivi si va a visitare i parenti più anziani, una tradizione isalmica che fornisce una propizia occasione per le riconciliazioni in caso di contrasti in famiglia

Incontrandosi per strada si dice “Sad sal bè in sal-ha”(abbia cento anni meglio di questo) ed altri auguri di questo tipo. Alla fine la festa è un costo per le famiglie, per le cose da mangiare, per le mance e per i vestiti nuovi, ma sono soldi spesi con gioia.

La radio e tv iraniana, per tutti i giorni della festa, trasmettono programmi leggeri e distensivi per divertire la gente che per quei giorni di festa non lavora e non va a scuola. I bambini si sentono felici di ricevere tanti soldi, ma non si possono dar pace per i doveri che la scuola infligge loro, cioè i compiti per le vacanze che gli vengono affidati l’ultimo giorno delle vacanze.

Il tavolo di “Now Ruz” si chiama Haft Sin, sette esse.
Come le altre religioni e le credenze il 7 è sempre stato un numero sacro!

Nei Dieci Comandamenti di Mosè, si celebra il giorno sacro di riposo. Da quell’epoca il numero sette è sacro per gli ebrei e poi per i cristiano esistono sette tipo di preghiera, sette peccati, sette dolori e sette felicità ed alla fine Sette ultime parole di Gedù.
Roma fu costruita su sette colli. Gli insegnamenti della Chiesa catorlica, i sette peccati capitali e le sette parti sacre.
Sette meraviglie del mondo, sette saggi greci, i sette gradini della tomba di Ciro il Grande, sette colori di arcobaleni ecc..
Ricordiamo che il numero sette è citato nel Corano, in almeno sette Sure e vesetti, il Testo Sacro parla in varie occasione di “sette giorni”, “sette notti”, “sette mari”, “sette cieli” e sette..

Anche secondo la religione Zoroastrismo per rispettare gli angeli che sono intorno ad AhuraMazda (dio Unico) ed i loro nome inizio iniziano con “S”, per questso motivo sette tipi di prodotti alimentari che nella nostra lingua cominciano con “S” venivano messi sul tavolo dagli antichi persiani, cosi è stato creato famoso Haft-sit (Sette ESSE).

I componenti del Haft Sin sono:
    • Sir(aglio): come segno purificante
    • Serkeh(l’aceto): simbolo della disinfezione
    • Senjed(un frutto tipo Giuggiole): simbolo dell’amore e cortesia
    • Sekkèh (la moneta di solito non d’oro):simbolo ricchezza ed abbondanza
    • Sonbòl (il giacinto):fiore simbolico primaverile
    • Sabze(il germoglio di grano o lenticchio che si fanno fermogliare 2 settimane prima dell’evento): come segno di prosperità ed abbondanza.
    • Samanu(simbolo di pazienza): una pappa molto elaborata e sana preparata solamente con le radici ricavate dal germoglio di grano, questo vengono macinate e il nettare ottenuto viene bollito per circa 24 ore e mescolato in continuazione, finché si ottiene un concentrato di color cioccolato molto dolce (non ci sono altri ingredienti oltre al nettare di radici di grano). La preparazione del samanù è un rito che si rinnova una volta all’anno in occasione della primavera e quindi usando i primi germogli

Nel caso di non reperibilità di uno di questi prodotti sopraelencati che hanno iniziale con S, si possono sostituire con un altro prodotto che abbia l’iniziale la lettera “S” – tipo Sib, che significa la mel, la frutta del paradiso o Spand: un tipo di incenso contro il malocchio o Somgh, spezia particolare per Kèbab!

Il sacro corano è uno dei componenti fissi del tavolo per gli iraniani.

anche lo specchio come segno purezza ed l’acqua chiara( segno 7 mare ) in cui c’è un pesciolino rosso simbolo di vita. Le uova colorate come segni di fertilità e il Samovar (bollitore e la teiera), sono degli componenti fissi del tavolo Haft Sin

La festa del mercoledì

La festa del mercoledì

“Ciarshanbè suri”. La festa del mercoledì.
L’ultimo mercoledì dell’anno vecchio persiano, si procede alla pulizia di case e giardini e alla sera si festeggia accendendo falò e saltando sul fuoco come  segno di purificazione.
Si canta e si chiede di godere di buona salute nell’anno nuovo, lasciando bruciare i problemi del passato.

Una volta, durante la notte ci si travestiva con abiti, di solito femminili, e si bussava alle porte delle case chiedendo doni. Ancora oggi, nei piccoli paesi, resiste questa usanza.

Il rito dello Chaharshanbe Soori (Chahârshanbe Sûrî چهارشنبه‌سوری), costituisce una rappresentazione allegorica della luce (il fuoco) che sconfigge le tenebre, una tradizione che richiama il dualismo manicheo dello (Zoroastrismo زرتشتی), e si ricollega perciò alle antiche origini della festa stessa.

Durante la notte del Chahârshanbe Sûrî è tradizione uscire nelle strade e appiccare piccoli e grandi falò, sui quali i giovani saltano cantando i versi tradizionali (Zardî-ye man az to, sorkhî-ye to az man زردی من از تو، سرخی تو از من), letteralmente “il mio colore giallo a te, il tuo colore rosso a me”, che simbolicamente significa “la mia debolezza (giallo) a te, la tua forza (rosso) a me”.
La tradizione vuole che i ragazzi vadano nel deserto  o nella pianura a raccogliere gli arbusti da accendere nei cortili di casa, così da permettere a tutti i membri della famiglia di saltare sui falò , lasciando ogni debolezza, dolore e sofferenza causate dalle malattie al fuoco.

Questo è il motivo per il quale la cenere del fuoco di “Ciarshanbe suri” è sfortuna e deve essere buttata fuori della casa, per permettere al vento di portarsi  via la cenere  e con essa anche le malattie, le sofferenze e i dolori.

Oggi, questa festa tradizionale, purtroppo, ha subito una distorsione, i giovani con petardi  e miccette fanno rumore,  ma originariamente questa festa era il contrario della violenza ed è sempre stata fatta per la pace e la salute.
Per gli antichi persiani, l’anno ha 365 giorni  o 366 per gli anni bisestili.

Individua gli anni bisestili (anni di 366 giorni) con un sofisticato procedimento di intercalazione; inoltre fissa l’inizio dell’anno in un fenomeno naturale, il verificarsi dell’equinozio di primavera da osservare di anno in anno con osservazioni astronomiche.

In tutta la storia della cultura persiana si è data grande importanza all’adozione di un calendario accurato.
I persiani furono tra i primi popoli ad adottare un calendario solare ed hanno preferito il ciclo solare al ciclo lunare.

Questo atteggiamento si accorda con il grande significato simbolico attribuito al sole nella cultura persiana e successivamente iraniana.

Negli ultimi cinque giorni dell’anno veniva acceso il fuoco a casa per invitare lo spirito dei nostri antenati.

Per questo motivo,  questa festa è la sopravvivenza del fuoco che ardeva per gli ultimi cinque giorni dell’anno persiano.

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VISTO

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FAQ

L’Abbigliamento femminile

Le parti del corpo femminile vanno coperte ed in particolare:
I capelli, il collo, le braccia e le gambe.
Quindi:
Le signore possono indossare comode tuniche o camicie che possono arrivare anche sopra il ginocchio con pantaloni o gonne lunghe.
Qualsiasi colore è accettato
Si consigliano tessuti naturali che facilitano la respirazione della pelle.
Il velo deve essere portato nei luoghi pubblici anche nei ristoranti.
Ricordo di munirsi di fazzoletti o scialli di cotone leggeri che aderiscono bene al capo che non scivolino giù il colore è indifferente. A volte il fazzoletto è benefico per ripararsi dal sole, si consigliano cappelli con falde e occhiali da sole per i luoghi più assolati.
Per gli stranieri le regole non sono molto rigide però è meglio rispettarle per non essere visti come una mosca bianca. Viene apprezzato molto il turista che rispetta tali regole.
Le donne possono fumare quante sigarette vogliono, non c’è nulla che lo vieti.
Indossare comode calzature, in estate si possono usare sandali con o senza calze.
Per il periodo invernale non ci sono problemi, si possono indossare i cappotti non più su del ginocchio.

Cosa ci consiglia per l’abbigliamento maschile?

Per gli uomini ugualmente abiti e scarpe comodi, non è consentito indossare pantaloncini o bermuda, vanno bene camicie e magliette a maniche lunghe o a 3/4.
Non si possono indossare canottiere

Come possiamo cambiare la valuta?

Per il cambio dei soldi non ci sono problemi potrete tranquillamente cambiarli sia in banca che nei negozi di cambio.

Si può usare internet negli Hotels?

Si, la maggior parte degli Hotels è  dotata di questo servizio, in camera o in “Internet café” e non è difficile trovare posti pubblici dotati d’internet.

Si può usare il nostro cellulare dell’Italia?

Si, ma ricordatevi che pagate la tariffa straniera anche se fate telefonate interne al paese.

Si possono fare riprese e foto liberamente?

Certamente, vanno rispettati come in qualsiasi altro paese i posti militari, stazioni di polizia e tutti i luoghi strategici per la sicurezza in alcuni musei è vietato l’uso del flash.

Le vaccinazioni consigliate e i farmaci consigliati quali sono?

Non ci sono vaccinazioni da fare. Si consiglia di portare aspirine, analgesici، pasticche per il raffreddore, per la diarrea.
Si consiglia di bere sempre acqua in bottiglia e fare uso abbondante di limoni e di yogurts specialmente nelle stagioni calde.

Possiamo fare l’assicurazione di viaggio?

Certo, si fanno assicurazioni di viaggio  in Iran, la potete fare anche in Italia.

Qualche consiglio sul Mangiare:

Di solito I turisti rimangono soddisfatti della cucina iraniana. I piatti tipici sono a base di riso e carne cotta allo spiedo. Si possono gustare spiedini di pecora, di pollo, di vitello.
Le trote e i pesci del Mar Caspio o del golfo Persico sono cucinati in vari modi.
Le minestre sono molto buone e di varie specie.
Per i contorni ci sono una varietà di verdure cotte ed insalate.
I formaggi non sono molto usati: il formaggio bianco è molto simile alla feta greca e sulle tavole iraniane non può mancare lo yogurt.
In genere non vengono usate spezie piccanti
La frutta è abbondante sia fresca che secca e nella dieta iraniana se non fa ampio uso. Consigliati sono i datteri, i pistacchi, i fichi secchi, le albicocche e le melograne gustosissime.
I dolci sono buonissimi e di varie specie
Non si possono bere alcolici e le bevande sono tutte analcoliche: aranciata, coca-cola,  birra,  acqua minerale naturale.

Valuta

La moneta dell’Iran è il Rial. Il cambio attuale è di circa 1 EUR = ~32000 Rial. I prezzi normalmente sono esposti in Rial ma la gente comunemente parla in termini di Toman (che equivale a 10 Rial). L’uso della carta di credito è quasi del tutto assente (tranne alcuni negozi artigianati), così come non esistono sportelli bancomat. E’ necessario quindi munirsi dall’Italia di Euro da cambiare in loco in Rial.
In alcuni negozi، vengono accettati anche pagamenti in Euro o Dollari Americani.

In Iran tranquillamente potete portare Euro in cash di vari tagli normalmente facciamo il cambio dei soldi, nella seconda giornata a Tehran presso uffici di cambi o all’aeroporto، portate con se anche le carte di credite internazionali, perché alcuni negozianti dei oggetti artigianati costosi (le miniature, turchese, tappetti) accettano anche carte di Credito (come Visa Master, American express…)

Lingua

La lingua ufficiale è il persiano. Nelle principali città la popolazione istruita parla abbastanza bene l’inglese.

Religione

L’Iran è un Paese musulmano a maggioranza sciita (90%). Sono presenti importanti comunità di musulmani sunniti nel sud ovest e nel sud-est del Paese,di armeni, assiri e,  in misura minore, di cristiani, ebrei e zoroastriani، cui è consentita libertà di culto.

Fuso orario

Quando in Italia vige l’ora solare la differenza è di 2 ore e 30 minuti in avanti.

Clima

A causa della sua vastità l’Iran presenta un quadro climatico assai vario. L’inverno (da dicembre a febbraio) può essere molto freddo,  specialmente a nord ovest. In estate (da giugno ad agosto)، la temperatura raggiunge i 50° sulla costa del Golfo Persico e nelle province meridionali. Le precipitazioni si verificano principalmente nel nord e nell’ovest, le zone clima più freddo. Nell’Iran occidentale spesso la neve dura sino all’inizio della primavera. Nell’entroterra le temperature estive sono sempre calde ma più sopportali poiché il clima è più secco.
Nel mese di settembre ancora troviamo la temperatura d’estate, leggermente più basso, perciò solo un sopra abito in caso di fresca della sera può essere gradevole.

Telefono

Dall’Italia all’Iran: comporre il prefisso internazionale 0098 più il prefisso urbano senza 0 seguito dal numero dell’abbonato.
Verso l’Italia: comporre il prefisso internazionale 0039 più il prefisso urbano con lo 0 seguito dal numero dell’abbonato.
Per l’uso e la copertura dei telefoni cellulari fate riferimento al vostro gestore telefonico.
I vostri cellulare alcune volte funzionano e alcune volte non funzionano، chiamare l’Italia dal albergo è molto più conveniente che con cellulare.

Che tipo di voltaggio esiste?

Vol/ 220 ~230,  FREQ/ 50 Hz,  PLUG/ C ،

La corrente elettrica è a 220V AC، come in Italia. Le prese sono di tipo europeo con 2 spinotti rotondi.
C’è internet negli alberghi e Wifi
C’è la possibilità di usare l’iPad
Gli interruttori per caricare telefono macchina fotografica computer ecc. sono come quelli italiani.

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